Stati Uniti, Michael Flynn si dimette dal ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale
Michael Flynn, il generale in pensione scelto da Donald Trump per ricoprire la carica di consigliere per la sicurezza nazionale, ha annunciato le sue dimissioni nella tarda serata di lunedì 13 febbraio, segnando l’ennesimo scossone nel caotico esordio della nuova amministrazione statunitense.
Flynn è accusato di aver avuto dei colloqui telefonici con l’ambasciatore russo a Washington, al quale avrebbe promesso la cancellazione delle sanzioni volute da Obama come rappresaglia per le ingerenze informatiche del Cremlino nella campagna elettorale statunitense. Non solo. Flynn è inoltre accusato di aver mentito deliberatamente al vice presidente Mike Pence in merito alla natura e al contenuto dei suoi contatti telefonici con il diplomatico russo.
La Corea del Nord lancia un nuovo gesto di sfida
Ci risiamo. Un nuovo test. Un nuovo missile. Un nuovo spettacolare sfoggio militare. Una nuova, l’ennesima, violazione delle sanzioni dell’ONU. Domenica 12 febbraio, alle 7.55 del mattino (ora di Pyongyang) la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico verso il mar del Giappone. Dopo aver viaggiato per circa 500 chilometri, il dispositivo si è inabissato nell’oceano, tra la penisola coreana e le acque territoriali giapponesi.
Mentre il missile nordcoreano disegnava la sua parabola nei cieli orientali, in Florida era tardo pomeriggio, e il presidente Trump si trovava in compagnia del primo ministro giapponese, Shinzo Abe, in questi giorni in visita ufficiale negli Stati Uniti.
Secondo diversi analisti militari, l’ordigno in questione sarebbe stato un Musudan, un missile balistico a medio raggio. Come sappiamo, nel 2016 il regime nordcoreano ha condotto, peraltro con alterne for
Italia, un sondaggio rivela come il 70% degli elettori sia contrario all’idea del voto anticipato
Come vi ha raccontato Romina nella sua puntata di due settimane fa, la Corte Costituzionale italiana, con una sentenza storica, ha deciso di emendare l’Italicum -- la legge elettorale voluta dal governo Renzi -- eliminando il ballottaggio ma conservando il premio di maggioranza per i soggetti politici capaci di raccogliere il 40% delle preferenze elettorali.
Una sentenza, quella della Corte, che -- sommandosi alla sonora bocciatura delle riforme costituzionali renziane, avvenuta con il referendum del 4 dicembre scorso -- ha contribuito, di fatto, ad alimentare il clima di profondo fermento politico che al momento pervade il paese.
Come colpita da un’improvvisa scossa elettrica, l’intera costellazione politica italiana è entrata in una fase psicologica preelettorale. Una fase dove il tema al centro di ogni dibattito pubblico sembra essere quello della data delle prossime elezioni. C
Un tetto a forma di conchiglia, l’Arena di Verona al centro delle polemiche
Insieme ai dolci fantasmi shakespeariani di Romeo e Giulietta, l’Arena -- uno splendido anfiteatro romano che ogni estate ospita un festival di musica lirica celebre in tutto il mondo -- rappresenta da sempre il simbolo della città di Verona.
Nel marzo 2016, il Comune di Verona aveva indetto un concorso pubblico internazionale, invitando architetti e ingegneri a creare un sistema di copertura per schermare il famoso monumento dagli agenti atmosferici.
L’iniziativa, a quanto pare, ha destato enorme interesse. Tanto che, nei mesi successivi, sono state presentate ben 87 proposte. Dopo un esteso lavoro di selezione, la commissione giudicatrice ha finalmente scelto il progetto vincitore, elaborato da un team formato da due studi di progettazione tedeschi, il berlinese GMP e il gruppo SBP, con sede a Stoccarda.
L’obiettivo principale degli amministratori veronesi
Declino linguistico? Una lettera rievoca le parole di un film di culto
“Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!” diceva un esasperato Nanni Moretti nel film del 1989 Palombella rossa ad una giornalista inesperta che lo intervistava scivolando in un labirinto di frasi fatte e neologismi improbabili.
Parole, quelle di Moretti, che sembrano aver ispirato i 600 nomi -- docenti universitari, accademici della Crusca, pedagogisti, storici e filosofi -- che, lo scorso 3 febbraio, hanno firmato un’accorata lettera al Governo e al Parlamento, invocando la messa a punto di un piano per il rilancio dell’insegnamento della lingua italiana nelle scuole elementari e medie.
Secondo i firmatari della lettera, è necessario dare nuovo impulso allo sviluppo delle competenze linguistiche di base, come l’ortografia, la capacità di svolgere l’analisi logica e la conoscenza lessicale. Come si legge nella lettera, i