Screen width of at least 320px is required. Screen width can be adjusted by widening your browser window or adjusting your mobile device settings. If you are on a mobile device, you can also try orienting to landscape.

17 May 2023

Episode #392

10 May 2023

Episode #391

3 May 2023

Episode #390

26 April 2023

Episode #389

19 April 2023

Episode #388

12 April 2023

Episode #387

5 April 2023

Episode #386

29 March 2023

Episode #385

22 March 2023

Episode #384

Speed 1.0x
/
aa
AA
Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma! Oggi è mercoledì 19 aprile. Io sono Chiara, e, nei prossimi minuti, vi accompagnerò per commentare qualche interessante notizia dell’attualità italiana e globale. Cominciamo con una riflessione su Twitter e canali d'informazione tradizionali, che in questi giorni si sono scontrati duramente negli Stati Uniti.

NPR dice addio a Twitter

19 April 2023
NPR dice addio a Twitter
DCStockPhotography / Shutterstock

Negli ultimi giorni, due grandi network d'informazione pubblici degli Stati Uniti hanno sbattuto la porta in faccia a Twitter. O meglio, al nuovo padrone della piattaforma: l’imprenditore Elon Musk. La televisione PBS ha lasciato i suoi profili venerdì scorso, dopo che il social network aveva aggiunto sotto il suo nome un’etichetta che la definiva “testata finanziata dal governo”.

Per lo stesso motivo, qualche giorno prima, aveva abbandonato Twitter la National Public Radio, la mitica e amatissima NPR. Secondo le testate coinvolte, la nuova didascalia suggerisce una mancanza di indipendenza e una presunta inattendibilità del lavoro giornalistico. Inizialmente, l’etichetta affibbiata alla NPR era “testata affiliata allo stato”. La stessa che accompagna gli account di organi di stato di paesi non democratici e senza libertà di espressione, come quello di Russia Today o di China Xinhua News, per esempio. Ovviamente, la radio pubblica statunitense ha protestato. L’etichetta è stata modificata con un’espressione più velata: “finanziata dal governo”. Questo, tuttavia, non è bastato a convincere la NPR a restare su Twitter.

La testata ha spiegato la sua scelta in un comunicato: definire NP

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.

* * *
Accompagnatemi ora nel cuore del vecchio continente, a Bruxelles, dove è partita un'altra ribellione. Un atto in difesa di valori democratici che dovrebbero essere garantiti ovunque e per tutti.

Bruxelles censura Orban sulla legge anti-LGBT+, ma l’Italia no

19 April 2023
Bruxelles censura Orban sulla legge anti-LGBT+, ma l’Italia no
Alexandros Michailidis / Shutterstock

“È illegale affrontare temi legati all’omosessualità e alla transessualità in contesti pubblici frequentati dai minori”. Quella che ho appena citato non è la frase di un documento del secolo passato, ma qualcosa di molto attuale e recente, purtroppo. Si tratta del passaggio di una legge approvata dal Parlamento ungherese nel giugno 2021. La norma stabilisce che bambini e ragazzini devono essere “protetti dalla promozione dell'omosessualità”, nei programmi televisivi, online, nelle scuole… e mette al bando cartoni animati, pubblicità, libri, film in cui appaiono coppie omosessuali, così come persone transessuali o di genere non binario.

L’approvazione di quella legge, nell’Ungheria guidata in modo sempre più reazionario e autoritario da Viktor Orbán, è stata accompagnata da proteste moltitudinarie. A Budapest, ma non solo. Io, per esempio, ho sfilato per le vie di Roma, dietro a bandiere arcobaleno e in mezzo a tante persone preoccupate per questa discriminazione diventata legge in un paese così vicino, membro della comunità dei 27 paesi dell’Unione europea. Paesi che non condividono solo la moneta, ma anche, e soprattutto, valori, cultura e storia. Quello che succede a Budapest è tr

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.

* * *
Ora ci sediamo a tavola? Per farlo, andiamo in Italia, perché i dati sulle recenti feste di Pasqua dicono che finalmente ci siamo lasciati alle spalle la pandemia del Covid.

Torna il turismo di massa in Italia

19 April 2023
Torna il turismo di massa in Italia
Yasonya / Shutterstock

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Questo è uno dei modi di dire più abusati quando si avvicinano le festività, in Italia. Racconta bene una tradizione tutta nazionale rispetto alle principali feste dell’anno. Per Natale, è tassativo visitare la famiglia - non si scappa! - ed è considerato sacrilego anche solo immaginare un programma alternativo. Per Pasqua, invece, gli italiani sono autorizzati a saltare il pellegrinaggio da genitori, nonni e zii. Se a dicembre sei costretto alle maratone culinarie con i parenti, in primavera - complice anche il clima più mite - puoi programmare un picnic con gli amici, o un viaggio. Anche perché, da noi, il lunedì dopo Pasqua è… Pasquetta, una Pasqua con il vezzeggiativo: più piccola, ma molto cara. Le scuole e gli uffici sono chiusi e si cerca di passare la giornata all’aria aperta. Chi vive a Roma, va al parco degli Acquedotti, con pecorino e fave… a Bologna, la gente sale in collina in Vespa, con piadine, birre e chitarre. L’ho fatto anch’io, negli anni dell’università.

Ora che metto nero su bianco questi ricordi di Pasquetta, mi viene da sorridere! Altro che Madeleine di Proust! I miei sono tutti ricordi legati alla condivisione di cibo

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.

* * *
Restiamo in Italia, ma ci sediamo davanti alla televisione per guardare una serie di cui parla tutto il paese.

Donne contro la ‘Ndrangheta

19 April 2023
Donne contro la ‘Ndrangheta
Gennaro Leonardi Photos / Shutterstock

“Tutte le famiglie felici si assomigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. Viene da contraddire la celebre frase di Anna Karenina guardando The Good Mothers, la nuova serie di Disney+ Italia: certe famiglie infelici sono infelici allo stesso modo. Lo sono di certo quelle di Lea Garofalo, Giuseppina Pesce, Maria Concetta Cacciola. Donne e madri realmente esistite, cresciute in famiglie mafiose della Calabria, che si sono ribellate all'organizzazione criminale italiana più pericolosa, ricca ed ermetica del paese, la 'Ndrangheta. La serie, prodotta e distribuita da Disney+, racconta la loro storia tra realtà e finzione.

Basata sull'omonimo best seller del giornalista statunitense Alex Perry, la serie racconta di una giovane e brillante pm, Anna Colace, che ha l'intuizione di attaccare la ‘Ndrangheta facendo leva sulle sue donne: mogli, madri e amanti dei boss. Tutto parte dalla storia vera della scomparsa, nel 2009, di Lea Garofalo - interpretata in modo toccante da Micaela Ramazzotti -, che aveva testimoniato contro il marito Carlo Cosco per iniziare una nuova vita con la figlia Denise. Man mano che il magistrato si addentra nell'indagine, scopre le drammatiche vicende

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.

* * *
Prima di salutarci, cari ascoltatori, vorrei commentare con voi una notizia che ha scosso milioni di fan della saga di fantascienza più avventurosa e perfetta di sempre (almeno secondo me): Guerre stellari.

In arrivo altri tre film di Star Wars

19 April 2023
In arrivo altri tre film di <i>Star Wars</i>
Krikkiat / Shutterstock

Il venerdì prima di Pasqua, è arrivata una notizia che mi ha fatto un po’ arrabbiare: Disney ha annunciato che nei prossimi anni lavorerà ad almeno tre nuovi film di Star Wars. Circolavano tante voci su un possibile ritorno al grande schermo della saga di fantascienza più famosa al mondo, ambientatatanto tempo fa, in una galassia lontana lontana”. Ha fatto chiarezza Kathleen Kennedy, presidente della Lucasfilm, la casa di produzione fondata dal mitico creatore George Lucas, che dal 2012 è proprietà della Disney: James Mangold, noto per Ragazze interrotte e per aver diretto il nuovo Indiana Jones in uscita nel 2023, lavorerà a un film ambientato 25.000 anni prima degli eventi raccontati nei nove film della saga. Il secondo sarà diretto dalla regista premio Oscar pakistana Sharmeen Obaid-Chinoy e sarà incentrato su una dei protagonisti dell’ultima trilogia: Rey, la Jedi interpretata dall’attrice britannica Daisy Ridley. Infine, Dave Filoni, che era dietro la macchina da presa nelle serie TV Andor e The Mandalorian, dirigerà un terzo film, che intreccerà trame e personaggi di questi nuovi capitoli di Star Wars.

Buone notizie? Non per me, devo ammetterlo. In questa operazione vedo mo

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.