Giovedì 7 ottobre, la Corte Costituzionale di Varsavia ha approvato una sentenza che ha messo in discussione uno dei principi cardine su cui si fonda l’Unione europea: la preminenza del diritto comunitario sulla legislazione degli Stati membri, cioè la precedenza di ogni sentenza o atto normativo europeo sulle leggi nazionali.
La risposta delle autorità europee, e poi dei cittadini polacchi, non si è fatta attendere. “I nostri Trattati sono molto chiari. Tutte le sentenze della Corte di giustizia europea sono vincolanti e useremo i poteri a nostra disposizione ai sensi dei Trattati per assicurarne il rispetto”, ha detto, venerdì scorso, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Domenica pomeriggio, invece, migliaia di persone sono scese nelle strade e nelle piazze di numerose località della Polonia — Varsavia, Cracovia, Katowice, Lublin e altre città — per mostrare sostegno all’Unione e per scongiurare l’ipotesi di un’uscita del Paese dal blocco.
L’attuale conflitto giurisdizionale tra Varsavia e Bruxelles è solo l’ultimo episodio di una sfida che va avanti ormai da diverso tempo. Il governo nazional-conservatore polacco, controllato dal partito Diritto e Giusti
Qualche giorno fa, è salita alle stelle la tensione nel Mar cinese orientale a causa di una serie di incursioni militari realizzate, nella zona di difesa aerea dell’isola di Taiwan, da circa 150 aerei da combattimento cinesi.
Taipei ha reagito inviando alcuni aeromobili da combattimento e attivando i suoi sistemi missilistici. Il ministro della Difesa dell’isola, Chiu Kuo-cheng, ha immediatamente denunciato l’accaduto, sostenendo che questo genere di azioni militari sono il preludio a un’invasione su vasta scala, che potrebbe realizzarsi entro il 2025.
Il riconoscimento dello status politico di Taiwan, un’isola di fatto indipendente, è una delle grandi questioni irrisolte del ventesimo secolo. In questa sede, mi limito a ricordare che Pechino considera l’isola una “provincia ribelle” da annettere alla madrepatria con ogni mezzo possibile. Basti pensare che nel 2005, il parlamento cinese ha varato una legge che autorizza l’uso di “mezzi non pacifici” per contrastare ogni iniziativa di indipendenza del governo taiwanese.
Negli ultimi tempi, la Cina ha esibito un atteggiamento sensibilmente più bellicoso verso Taiwan. “Se Taiwandovesse cadere, ci sarebbero conseguenze catastrofiche per l
“Noi dobbiamo oggi avvicinarci all’importante compito che ci attende con senso del dovere e con umiltà, nella piena consapevolezza che occorrerà ricostruire una città in macerie come quella che ci hanno lasciato”.
Quelle che avete appena ascoltato sono parole tratte da un lungo discorso che Virginia Raggi pronunciò, nell’Aula Giulio Cesare del municipio di Roma, nell’estate del 2016, dopo essere stata eletta sindaco alle elezioni amministrative di quell’anno.
Raggi era uscita vincitrice al ballottaggio contro il candidato del centrosinistra, Roberto Giachetti, ottenendo oltre il 67% delle preferenze. Ma quella era un’altra era politica.
All’epoca, il Movimento 5 Stelle — il soggetto politico che aveva sostenuto la candidatura di Virginia Raggi — si stava affermando nel panorama nazionale come una voce politica fresca e anti-establishment, una voce che prometteva una facile soluzione a tutti i problemi del Paese. In un’ascesa che sembrava non dovesse finire mai, il Movimento fu l’alternativa politica più votata alle elezioni legislative del marzo 2018, diventando, con un glorioso 32% dei voti, il primo partito d’Italia.
Ricostruire Roma “non sarà certamente facile”, disse Raggi nel s
Dopo aver lanciato uno sguardo agli effetti del cambiamento climatico nei contesti urbani, oggi, aggiungiamo un capitolo a questo tema, osservando il riflesso dei mutamenti climatici sulle aree rurali del nostro Paese, soprattutto quelle del Sud.
Come sosteneva un articolo pubblicato dal Guardian lo scorso 4 ottobre, la crescita costante delle temperature rischia di spazzare via le colture tradizionali dei Paesi del Mediterraneo, spingendo i produttori locali verso coltivazioni tipiche dei paesi tropicali. Una metamorfosi del settore agricolo, questa, che in Sicilia, in parte, è già visibile.
Negli ultimi tre anni, l’isola ha visto raddoppiare il numero di campi coltivati a mango, avocado e papaya, assistendo, al tempo stesso, a una consistente diminuzione delle sue tradizionali produzioni di agrumi, soprattutto arance e limoni. Un altro elemento che mostra inequivocabilmente gli effetti dei cambiamenti climatici è l’arrivo, nelle campagne attorno a Palermo, del primo raccolto di caffè nativo siciliano.
La Morettino — un’azienda specializzata nella produzione di caffè nata nel 1920 in provincia di Palermo — è riuscita in un’impresa che fino ad oggi sembrava impossibile: coltivare pia
Martedì 5 ottobre, l’Italia intera ha gioito per l’assegnazione del Nobel per la Fisica 2021 al lavoro di Giorgio Parisi. L’Accademia reale svedese delle Scienze, ha conferito il premio al fisico e accademico italiano in condivisione con due altri studiosi, il giapponese Syukuro Manabe e il tedesco Klaus Hasselmann, “per il loro fondamentale contributo nel comprendere sistemi fisici complessi”.
Nello specifico, Giorgio Parisi ha ottenuto il prestigioso riconoscimento — che in termini monetari ha un valore di quasi un milione di euro — per “la scoperta dell'interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria”. Manabe e Hasselmann, invece, sono stati insigniti del Nobel per i loro studi sul clima terrestre e la creazione di modelli che prevedono in modo affidabileil riscaldamento globale.
“Sono felice, non me l’aspettavo” ha detto Parisi ai membri dell'Accademia delle Scienze di Stoccolma che gli hanno comunicato la notizia. “È un premio importante per la scienza italiana”.
Fino a quest’anno, i Nobel assegnati agli italiani erano in tutto venti, di cui cinque nel campo della Fisica. Prima di Parisi, hanno ricevuto il premio Guglielmo Marc