Sinceramente, ho sempre pensato che fosse solo una questione di tempo. Una mera questione di tempo prima che la malattia provocata dal coronavirus che dalla città cinese di Wuhan si sta diffondendo globalmente si facesse notare con forza anche in Europa. Per farlo, il virus sembra aver scelto l’Italia. In modo particolare, due ricche e densamente popolate regioni del Nord: la Lombardia e il Veneto. È lì infatti che, sul finire della settimana scorsa, è scoppiata l’emergenza. Un’emergenza che inquieta, perché, in un contesto così dinamico, una crescita esponenziale dei casi appare, almeno nelle fasi iniziali, quasi inevitabile.
Nella politica italiana, la sua stella brilla sempre più fulgida. E non lo dico solo io. Il principale quotidiano spagnolo, El País, ha usato la stessa metafora, qualche giorno fa, definendola come “la nuova stella della sinistra italiana”. Vi parlo di Elly Schlein, che a 34 anni può già vantare un percorso costellato di soddisfazioni e successi. Il tutto, grazie a una personalità affascinante e a una visione del mondo che coinvolge e convince chi la ascolta.
Tra due giorni, il 28 febbraio, Elly diventerà vicepresidente della Regione Emilia-Romagna. Una carica più che meritata. Infatti, Elly, che ha fatto campagna con la lista Emilia-Romagna Coraggiosa, è stata eletta consigliere regionale con il maggior numero assoluto di preferenze personali (più di 22.000), superando tutti, persino i candidati dei partiti tradizionali. Ora affiancherà il rieletto presidente regionale, Stefano Bonaccini, occupandosi di welfare e politiche ambientali.
Una sfida alla quale Elly arriva più che preparata. È dai tempi dell’università, infatti, che si interessa alle tematiche che la vedranno impegnata nei prossimi anni: uguaglianza sociale, politiche migratorie, crisi climatica.
Elena Ethel Schlein, meg
Chi mi conosce sa che non sono, e probabilmente mai sarò, una cuoca provetta. Cucino scegliendo ingredienti sani, questo sì, ma — lo ammetto — dal punto di vista tecnico ed estetico le mie creazioni culinarie lasciano sempre molto a desiderare. Nonostante questo — o forse proprio per questo —, sono un’appassionata di programmi dedicati al cibo e alla cucina. Come, ad esempio, Mordi e fuggi una rubrica gastronomica in onda, la domenica, su Rai News 24.
Un paio di settimane fa, la redazione di Mordi e fuggi ha presentato un programma davvero interessante, dedicato a tre giovani professionisti, leader nel campo dell’innovazione e di quella che potremmo chiamare ‘cucina sostenibile’.
Passione, studio e uno spiccato interesse per la sperimentazione. Sono queste le caratteristiche che meglio descrivono i professionisti della ristorazione intervistati nel corso del programma: un panificatore, uno chef stellato e una docente di pasticceria. Tutti e tre interessati a sperimentare con la dimensione estetica e la fusione dei sapori. Ma anche con le tecniche di risparmio energetico e il recupero di alcuni ingredienti quotidiani in chiave ‘anti-spreco’.
Il primo intervistato è Luca Pezzetta, chef
Nella primavera del 1513, Giovanni de’ Medici, figlio secondogenito di Lorenzo il Magnifico, si trova a Roma. Da poco è stato eletto papa, con il nome di Leone X. Proviamo a immaginarlo mentre passeggia nella Cappella Sistina, immerso nella luce pura del mattino. Lo sguardo all’insù, le mani intrecciate dietro la schiena, osserva i meravigliosi affreschi che decorano la volta, voluti dal suo predecessore, papa Giulio II, e realizzati da Michelangelo Buonarroti. Un’opera appena completata, costata al celebre artista toscano, e ai suoi collaboratori, quattro anni di intenso lavoro.
Anche le pareti della Cappella Sistina sono affrescate. Un trionfo di bellezza e armonia creato dai più grandi interpreti della pittura rinascimentale — Botticelli, Ghirlandaio, il Perugino, Luca Signorelli… — e commissionato da papa Sisto IV.
Come rivaleggiare con tanta perfezione? Leone X chiama Raffaello Sanzio, già molto attivo nel clima artistico effervescente della vicina Firenze. A lui, il Papa affida la creazione dei cartoni preparatori per un ciclo di arazzi destinati a ricoprire le pareti inferiori della cappella. Raffaello accetta l’incarico e realizza dieci disegni, trasformati poi in morbidi ar
Quando faceva l’impiegato di banca, Claudio Pelizzeni portava sempre la giacca e la cravatta. I capelli corti. E un paio di occhiali dalla montatura rettangolare. Oggi, nella sua nuova vita da globetrotter, Claudio sfoggia una lunga chioma dai riflessi dorati, abiti comodi e il sorriso rilassato di chi si sta bene nella propria pelle.
Una nuova vita iniziata quasi 6 anni fa, nel maggio del 2014. All’epoca, Claudio ha 32 anni e un lavoro alla Deutsche Bank. Un’esistenza tranquilla, la sua, senza drammi e senza grandi incertezze. Ma Claudio non è felice. Sente crescere in sé un sogno, una passione che si fa sempre più impellente: viaggiare, conoscere il mondo in prima persona, seguendo il suo ritmo interiore.
La scommessa iniziale è quella di viaggiare senza prendere l’aereo. Per un po’, Claudio ce la fa. Poi si arrende, e comincia a volare. Di fatto, soltanto l’anno scorso, è salito su 73 aerei. Ma ha voluto farsi perdonare: per compensare la sua impronta ecologica, ha piantato 22 alberi.
Oggi, Claudio Pelizzeni è una celebrità. Oltre ad aver fondato un’agenzia di viaggi, è uno dei travel blogger più amati d’Italia. Tanto, che ha già pubblicato tre libri. L’ultimo, In viaggio, è appen