Il continente europeo è diventato il nuovo epicentro della pandemia da coronavirus SARS-CoV-2, per numero di contagiati e decessi, rispetto al resto del mondo. Lo ha sostenuto Tedros Adhanom, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, durante il briefing dell'agenzia ONU, che si è svolto venerdì 13 marzo.
Domenica 8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, in molti Paesi del mondo si sono svolte manifestazioni e marce pacifiche per i diritti delle donne, come l’aborto e la parità di genere, ma anche e soprattutto per protestare contro il dilagante aumento delle violenze sulle donne.
In particolare, grandi mobilitazioni di piazza si sono svolte in tutta l’America Latina, che mai come quest’anno ha visto così tanta partecipazione. Fiumi di manifestanti hanno invaso le strade e le piazze delle principali città sudamericane, marciando sotto la pioggia battente, come in Brasile, o attraverso la coltre di fumo provocata dai gas lacrimogeni lanciati dalla polizia a guardia dei palazzi pubblici, come in Cile.
Come racconta un interessante articolo pubblicato su Repubblica lo scorso 9 marzo, tra i paesi che hanno guidato le mobilitazioni in America Latina c’era anche il Messico, uno dei luoghi con il numero più alto di femminicidi.
Nel 2019, in Messico, sono state registrate oltre 10 aggressioni al giorno nei confronti delle donne, un numero maggiore del 10%, rispetto all’anno precedente. Oltre agli omicidi, nel Paese si registrano fenomeni di violenza domestica, torture
È già passata una settimana da quando sono entrate in vigore in tutte le Regioni italiane le stringenti misure, necessarie a limitare il contagio del coronavirus SARS-CoV-2, giunto ormai a numeri allarmanti. Il provvedimento adottato dal governo, oltre a prevedere la quarantena a casa per tutti gli italiani fino al 3 aprile, riguarda la chiusura degli esercizi commerciali — ad esclusione del settore alimentare e delle farmacie — in tutto il Paese.
Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri, firmato nella serata di mercoledì 11 marzo, ha l’obiettivo di limitare il più possibile i contatti sociali e gli spostamenti dei cittadini su tutto il territorio nazionale.
Nell’annunciare le nuove misure, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha innanzitutto ringraziato gli italiani per gli sforzi già compiuti e per aver dato prova di essere un grande Paese. Poi, dopo aver elencato le attività commerciali che dovranno rimanere aperte, perché essenziali, ha concluso il suo discorso alla nazione, con un accorato appello: "restiamo distanti oggi, per abbracciarci domani".
Purtroppo, come ha già menzionato la nostra amica Chiara nella puntata della scorsa settimana, il sistema sanitari
L’Italia è in quarantena e, da oltre una settimana, sempre più isolata. Con l’aggravarsi dell’emergenza del coronavirus SARS-CoV-2 , molti Paesi, hanno reagito, interrompendo i collegamenti con il nostro Paese e, in alcuni casi, chiudendo addirittura le frontiere.
Come nel caso dell’Austria, il cui governo ha optato per la chiusura del valico di frontiera del Brennero. Lo stop alle frontiere ha riguarda anche i treni passeggeri, con eccezione per il trasporto delle merci e per i lavoratori frontalieri automuniti, che, però, prima di varcare il confine, devono sottoporsi al controllo della temperatura corporea.
Secondo un articolo pubblicato su Repubblica lo scorso 11 marzo, le misure del governo austriaco hanno causato innumerevoli disagi, soprattutto per coloro che sono rimasti bloccati all’aeroporto di Vienna, a causa del taglio dei voli per l’Italia.
Gli italiani bloccati in Austria hanno dovuto affrontare una vera odissea cambiando innumerevoli treni e autobus, spendendo denaro per l’acquisto dei biglietti e subendo lo stress di non ricevere informazioni precise dalle ambasciate e dai consolati dei rispettivi paesi su come tornare a casa. Per i residenti nell’Italia centro-meridi
Mentre il coronavirus ci tiene tutti confinati a casa, si moltiplicano in tutta Italia le iniziative che invitano i cittadini ad aprire le finestre, uscire sui balconi e partecipare a un flashmob musicale per cantare alcune delle più celebri canzoni della tradizione italiana.
L’obiettivo è quello di stabilire un contatto con i vicini, tenersi compagnia per sentirsi meno soli e, soprattutto, farsi forza a vicenda per affrontare insieme questo momento difficile.
Tutto è iniziato lo scorso 12 marzo, quando, in diverse città italiane, centinaia di persone si sono affacciate spontaneamente sui balconi e hanno iniziato a cantare in coro alcune note canzoni italiane.
È successo per esempio a Napoli, dove i condomini di diverse palazzine hanno cantato Abbracciame, del cantante Andrea Sannio, oppure a Siena, dove molte persone hanno cantato un brano tipico della tradizione senese.
A Benevento, invece, balcone dopo balcone, la gente si è unita nel mettere in scena la Tammuriata, un’esibizione di ballo e canto popolare di origine campana. C’era chi suonava il tamburello, chi schioccava le nacchere e chi cantava in dialetto.
Scene riprese da molte fra le persone presenti e diventate, nel giro di