Le Tre Grazie
Lo scorso 5 settembre, dopo un giuramento solenne al Quirinale davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è nato il ‘Governo Conte 2’, una coalizione tra il ‘post-ideologico’ Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico (PD), una formazione di centrosinistra. “Forti di un programma che guarda al futuro, con questa squadra, dedicheremo le nostre energie e competenze a rendere l’Italia migliore, nell’interesse di tutti i cittadini, da Nord a Sud”, ha detto il neoconfermato presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, subito dopo aver letto la lista dei ministri del nuovo esecutivo. Lunedì mattina, il nuovo governo si è presentato alla Camera per la fiducia. Il giorno dopo, è stata la volta del Senato.
Molti fra voi probabilmente ricorderanno che l’alleanza suggellata il 1º giugno 2018 tra la Lega, una forza decisamente di destra, e il Movimento 5 Stelle era stata presentata, all’epoca, come il ‘governo del cambiamento’. Ora Conte, dando prova di grande creatività lessicale, ci ha fatto sapere che la nuova coalizione sarà il ‘governo della svolta’.
Che dire? Speriamo bene. Anche perché, ad essere sinceri, questa improvvisa armonia tra due soggetti politici che fino a poche se
Carlo Calenda, idee nuove per vincere
Onestà intellettuale. Rispetto della parola data. Coerenza. Verso se stesso, e verso gli elettori che lo hanno scelto alle Europee dello scorso maggio. Nell’attuale panorama politico italiano, affetto da memoria selettiva e trasformismo patologico, Carlo Calenda appare come una rara avis.
Lo scorso mercoledì 28 agosto, Calenda —ministro dello sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni e oggi europarlamentare— ha annunciato le sue dimissioni dal Partito Democratico (PD), al quale era iscritto dal marzo del 2018.
Una decisione dolorosa e per nulla facile, che Calenda ha motivato in una lunga lettera rivolta alla leadership del partito. Nel messaggio, pubblicato sulle pagine dell’Huffington Post, Calenda ha criticato con forza la nascente alleanza di governo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle (M5S). Calenda, inoltre, ha ricordato di aver sempre espresso la sua più assoluta contrarietà verso qualsiasi ipotesi di collaborazione con il M5S, un’organizzazione che considera pericolosa e antidemocratica.
Dal giorno della mia iscrizione, ho chiarito che non sarei rimasto nel partito in caso di un accordo con il M5S. Penso che in democrazia si possano, e talvolta si debbano, fa
Ambizioni diplomatiche
Lo scorso 3 settembre, durante un colloquio con un gruppo di giornalisti al Quai d’Orsay, il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian illustrava, con grande entusiasmo, la nuova strategia del governo Macron in ambito diplomatico. “Vogliamo essere una potenza di equilibrio”. Un filo teso fra Stati Uniti, Europa, mondo arabo e Russia. E, naturalmente, una forza di contenimento del nuovo imperialismo cinese.
Dopo una lunga pausa di autocritica e riflessione introspettiva, ispirata dalle proteste dei gilets jaunes, la Francia sembra pronta a interpretare nuovamente un ruolo da protagonista nella sfera della diplomazia internazionale. Come mediatrice tra le ambizioni, sempre più pericolose, delle grandi potenze mondiali.
La svolta era nell’aria già da un po’. Ufficialmente, almeno dallo scorso 19 agosto, quando il presidente russo Vladimir Putin era apparso sull’isoletta mediterranea che ospita il Fort de Brégançon, residenza estiva dei presidenti francesi. Ma si è resa ancor più evidente alla fine di agosto, al vertice del G7 di Biarritz.
Un evento che molti attendevano con scetticismo. Ci si aspettava un’atmosfera tesa, molte parole di circostanza e nessuna novità concreta. I
2019, ottima annata per il vino italiano
Se ne parla da tempo, e lo scorso 4 settembre un articolo di Dataroom —una rubrica di inchiesta curata per il Corriere della Sera dalla giornalista Milena Gabanelli— l’ha confermato, citando dati offerti dalla Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza dell’agricoltura italiana.
Nel caso scoppiasse una guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa, il settore più colpito in Italia —oltre, naturalmente, all’industria automobilistica— sarebbe quello agroalimentare. Vittima principale? Il vino. Tutto il vino prodotto sul territorio nazionale, dal Prosecco veneto al Marsala siciliano. Non dimentichiamo, infatti, che proprio il vino è il prodotto alimentare italiano più venduto negli Stati Uniti.
Ad ogni modo, in attesa di sapere se la scure dei dazi si abbatterà sul nostro settore alimentare, possiamo consolarci pensando agli ottimi risultati della produzione vinicola nazionale nell’anno in corso.
Secondo le previsioni relative alla vendemmia 2019, l’Italia produrrà 46 milioni di ettolitri di vino; 9 milioni in meno rispetto al 2018, ma comunque più della concorrenza mediterranea. Il ministero dell’Agricoltura francese punta infatti a 43,9 milioni di ettolitri, mentre per la
Il prezzo del narcisismo
Nel punto più alto, superano i 3.000 metri sul livello del mare. Sulle Dolomiti, a cavallo tra Veneto e Trentino-Alto Adige, le Tre Cime di Lavaredo sono una meraviglia della natura. E una meta irrinunciabile per gli appassionati di alpinismo.
Lo sa bene la coppia di alpinisti barcellonesi, protagonisti, all’inizio di settembre, di una tragedia sfiorata.
Tutto è cominciato lo scorso 1º settembre, quando, pur avendo passato una notte in condizioni difficili, i due scalatori avevano rifiutato l’aiuto offerto loro da un elicottero del Soccorso alpino. I due si trovavano bloccati, a causa del maltempo, sulla vetta ovest delle Tre Cime, ma erano convinti di poter proseguire la scalata.
Tuttavia, la madre di uno dei due alpinisti, in attesa nel vicino Rifugio Auronzo, si era sentita male, a causa dell’ansia, e aveva chiesto un nuovo intervento dei soccorsi. Invano, perché la coppia aveva nuovamente rifiutato ogni aiuto.
Alla fine, però, la situazione si è risolta, grazie alla nebbia e alla pioggia annunciata. Nel pomeriggio del 2 settembre, i due alpinisti hanno finalmente accettato di salire sull’elicottero dei soccorsi, che era rimasto in zona, pronto ad intervenire.
Naturalmente, questa