Colazione al Metropol
Il settimanale L’Espresso aveva già pubblicato un reportage sul tema lo scorso febbraio, sollevando i primi dubbi. Ma il vero scandalo è esploso, in tutta la sua veemenza, qualche mese dopo: la mattina di mercoledì 10 luglio.
Quel giorno, il sito BuzzFeed.News ha pubblicato la trascrizione completa di un colloquio segreto avvenuto la mattina del 18 ottobre 2018 all’hotel Metropol, un lussuoso albergo ubicato nel cuore della capitale russa.
Il viaggio è il messaggio
Greta Thunberg, la giovane ambientalista svedese che l’estate scorsa divenne famosa come protagonista di una serie di scioperi climatici, ha deciso di prendersi un anno sabbatico. Un anno lontano dagli impegni scolastici, ma denso di appuntamenti importanti per la lotta al cambiamento climatico. Greta vuole avere il tempo necessario per partecipare a tutti gli eventi internazionali ai quali è stata invitata. A cominciare dal vertice ONU sul clima che avrà luogo il prossimo 23 settembre a New York.
Come sappiamo bene, i viaggi aerei rappresentano attualmente la forma più inquinante di trasporto a disposizione dell’umanità. Come arrivare, quindi, dall’Europa alla costa orientale degli Stati Uniti senza contribuire all’inquinamento del pianeta? Fedele ai suoi principi, Greta ha scelto un metodo di trasporto ecologicamente sostenibile. Per ridurre al massimo l’impatto ambientale del suo viaggio, arriverà a New York in barca a vela. Sì, perché qualche tempo fa Greta aveva (giustamente) bocciato anche le navi da crociera, a causa delle loro elevate emissioni.
Non è stato facile trovare un’opzione adatta, ma alla fine Greta ce l’ha fatta. Buone notizie! Mi è stato offerto un passaggio sul
La Spezia e la musica, una relazione difficile
Adagiata tra il mare e le colline della Liguria orientale, La Spezia è una città che ama molto la quiete. O, almeno, questa è l’impressione che potremmo avere leggendo una recente ordinanza firmata dal sindaco, Pierluigi Peracchini. Un’ordinanza che vieta l’uso nel centro urbano “di strumenti di riproduzione e diffusione sonora dalle ore 22 alle 7 del giorno successivo”.
Tradotto dal burocratese, il messaggio appare in tutto il suo sconfortante grigiore. Dalle 10 di sera in poi, a La Spezia, quest’estate è vietato ascoltare musica all’aria aperta con l’ausilio di casse portatili collegate allo smartphone o ad altri dispositivi digitali. Il divieto si applica alle piazze del centro, ma anche alle terrazze degli edifici privati. Insomma, per gli abitanti di questo lembo di terra al confine tra Liguria e Toscana, le serate al chiaro di luna con accompagnamento musicale saranno, d’ora in poi, solo un dolce ricordo. Una situazione che, a livello quotidiano, limita pesantemente le possibilità di divertimento e socializzazione delle fasce più giovani della popolazione: studenti in vacanza da scuola, adolescenti che magari non hanno le risorse economiche per darsi appuntamento ogni giorno i
Amache e libertà
È il pomeriggio di giovedì 18 luglio, siamo a Barcola, il lungomare di Trieste. Sul marciapiede di cemento il sole scotta, brucia la pelle. Ma qualche metro più in là, nell’ombra della pineta che sorge tra il mare e la strada che corre verso Venezia, c’è un microclima più fresco, sereno e rilassante. Così rilassante… che viene voglia di fare un pisolino.
Lo sa bene il turista austriaco che, sentendosi avvolgere da un piacevole torpore, quel pomeriggio ha deciso di appendere un’amaca tra due pini. Un’ora di sonno al dolce ritmo delle onde. Il tempo di sognare…
Ma, lentamente, nel sogno si fa strada una voce maschile, gentile e severa. Parole pronunciate in tono inflessibile, burocratico. Il turista apre gli occhi, spaventato. Accanto a lui ci sono due uomini in divisa, due vigili urbani. Uno dei due sta compilando un modulo: una multa di 300 euro per violazione del regolamento comunale sul verde pubblico. L’ignaro trasgressore cerca di giustificarsi, offre una spiegazione. Invano.
Gli altri bagnanti osservano la scena con curiosità crescente. Presto, attorno al malcapitato turista si forma un capannello di persone indignate. Tra i pini di Barcola, c’è aria d’insurrezione.
Nel giro di
Sicilia, la bellezza come motore dell’economia
L’amore degli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana per la Sicilia è ben noto. L’estate scorsa avevano scelto Palermo come location per la loro sfilata autunno/inverno, trasformando il capoluogo siciliano in una passerella per una collezione dedicata alla storia dell’isola. Colori accesi, ricami dorati, fiori e frutta… un appassionato omaggio alla cultura mediterranea.
Quest’estate, Dolce e Gabbana hanno scelto nuovamente la Sicilia per presentare la loro collezione di alta moda. Dopo la bellezza barocca di Palermo, ora è stata la volta della Valle dei Templi di Agrigento, gioiello dell’architettura ellenica classica.
Le modelle che indossavano gli abiti della nuova collezione hanno sfilato, come antiche dee, tra le colonne doriche del Tempio della Concordia, ammaliando il (selezionatissimo) gruppo di ospiti e i milioni di follower che seguono la maison sulle reti sociali. A coordinare l’evento, l’abile regia di Giuseppe Tornatore, premio Oscar nel 1990 per Nuovo Cinema Paradiso.
Dopo la sfilata, il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ha voluto incontrare gli stilisti. Li ha ringraziati per il loro costante impegno nel promuovere l’immagine della Sicilia nel mondo.