Plaza Garibaldi, la violenza nel cuore di Città del Messico
È la sera di venerdì 14 settembre, una sera come tante a Città del Messico. La centralissima plaza Garibaldi, famosa per i suoi locali dedicati alla musica dei mariachi, è affollata come sempre. Molti turisti, ma anche tante persone del luogo. A metà strada tra Bellas Artes —lo splendido teatro dell’opera della città—, e due quartieri violenti come La Lagunilla e Tepito, plaza Garibaldi incarna alla perfezione i contrasti che caratterizzano la società messicana.
La retorica del risparmio
A soli 32 anni, Luigi Di Maio è un uomo estremamente impegnato. Oltre ad essere il capo politico del Movimento 5 Stelle —una posizione che ricopre dal settembre 2017— dallo scorso 1º giugno, Di Maio è ministro dello Sviluppo economico e ministro del Lavoro e delle politiche sociali, nonché… vicepresidente del Consiglio nel governo di coalizione Lega-M5S.
Un’intensa attività politico-istituzionale che Di Maio ama condire con abbondanti comparsate televisive. Una strategia più che comprensibile, in fondo. Un’intervista a un talk show offre la possibilità di raggiungere una platea enorme. E l’allettante possibilità di continuare a fare propaganda all’infinito.
Sì, propaganda. Sono passati più di 3 mesi e mezzo dall’entrata in carica del nuovo governo. La nuova legge di bilancio, tradizionale nota dolente d’autunno, incombe minacciosa all’orizzonte… ma il tono delle figure di spicco dell’esecutivo —Di Maio e Salvini in primis— rimane fiorito, acceso e rassicurante. Come se la campagna elettorale non fosse mai finita.
È questa l’impressione che ho avuto martedì 18 settembre nell’ascoltare le parole del ministro Di Maio, ospite della trasmissione Dimartedì, condotta su LA7 dal giornal
Negozi chiusi la domenica, più della metà degli italiani non è d’accordo
Nel dicembre 2011, in piena crisi economica, il governo Monti —un governo tecnico guidato dall’economista Mario Monti— approvò un decreto legge che prevedeva la completa liberalizzazione dell’orario di attività degli esercizi commerciali. La riforma, che estendeva a livello nazionale la speciale flessibilità di cui già godevano le località turistiche e le città d'arte, aveva una logica precisa: rilanciare l’economia stimolando i consumi.
La normativa è tuttora in vigore, ma l’argomento, di tanto in tanto, genera polemiche. Nella recente campagna elettorale, entrambi i partiti oggi al governo, Lega e Movimento 5 Stelle, avevano annunciato una riforma in questo settore. Più esattamente, avevano promesso di reintrodurre, ad eccezione delle località turistiche, l’obbligo di chiusura domenicale e nei giorni festivi. Tutto questo, ufficialmente, per due motivi: bloccare la concorrenza sleale della grande distribuzione e promuovere il diritto dei lavoratori a passare la domenica in famiglia.
Giovedì 6 settembre, la Commissione attività produttive della Camera ha avviato l’esame di un disegno di legge che mira a limitare pesantemente le liberalizzazioni del 2011.
Ma la prospettiva di tornare
Indovina chi viene a cena?
Dopo la cocente sconfitta elettorale dello scorso 4 marzo, il Partito Democratico —il partito di centro-sinistra che ha governato l’Italia negli ultimi anni—, dovrebbe dedicarsi, con molta calma e umiltà, all’autoanalisi. A una riflessione costruttiva volta a individuare gli errori del passato e disegnare una strategia per il futuro.
E invece, che fanno i leader del PD? Organizzano cene. Anzi, una ‘guerra delle cene’. E se l’attuale situazione del partito non fosse così drammatica, la notizia… potrebbe persino farci sorridere. Ma andiamo per ordine, e vediamo che cosa è successo.
Lo scorso 16 settembre, Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo economico nel governo Renzi e poi in quello Gentiloni, lancia un’idea sul suo profilo Twitter. Organizzerà una cena a casa sua per discutere del futuro del partito. Invitati: Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e l’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti. Calenda sostiene da tempo l’idea di creare “un fronte progressista-repubblicano”, europeista e capace di superare i confini del PD (e sottrarre elettori ai 5Stelle). I tre invitati accettano l’offerta. La data dell’incontro è fissata per martedì 18 settembre.
Passa qualche ora… e scoppiano i primi m
Una pizza notturna in piazza San Marco, turismo selvaggio o innocente omaggio alla bellezza?
Chi di voi, visitando Venezia, ha avuto modo di fare una passeggiata notturna avrà sicuramente notato che, passata la mezzanotte, il centro storico della città è avvolto in un’atmosfera piacevolmente surreale: ovattata e silenziosa. Ma se, durante la vostra passeggiata, vi fosse venuta fame… beh, allora, immagino che il vostro ricordo non sia del tutto piacevole. Perché a Venezia trovare un ristorante o un bar aperto la notte è un’impresa quasi impossibile.
Ne sa qualcosa l’attore bolognese Stefano Accorsi, che lo scorso 5 settembre si trovava nella città lagunare per assistere alla Mostra del Cinema.
Alle 2 di notte, dopo una serata di gala, Stefano Accorsi, volendo mangiare qualcosa prima di andare a dormire, decide di comprare una pizza da asporto in uno dei (rarissimi) punti di ristoro aperti a quell’ora. Piazza San Marco è deserta, e Accorsi si siede al tavolino di un caffè… per mangiare la sua pizza al prosciutto e formaggio.
La scena è oggettivamente interessante. Accorsi, sorridente ed elegantissimo, indossa uno smoking, con tanto di papillon. Davanti a lui, sul tavolo, c’è il cartone aperto della pizza. Alle sue spalle, i mosaici dorati della basilica di San Marco. Il tutto v