Opere d’arte
Piazza Navona e la sua storia – Parte II
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"Bere il caffè nel bicchiere di carta è un sacrilegio. Non dovrebbero consentirlo”.
Poi lo sorseggiò e con un'espressione soddisfatta aggiunse: "Ci voleva proprio. Ora sì che possiamo affrontare il resto della giornata”.
Ci avvicinammo alla fontana principale, quella che sta al centro della Piazza. In quel momento era invasa da una folla di turisti che facevano a gara per chi scattasse la foto più bella. Nonno indietreggiò e afferrandomi per un braccio mi disse:
"Vieni. Torniamo dopo. Voglio prima farti vedere un’altra cosa”.
E ci dirigemmo verso una delle altre due fontane che stanno ai lati della piazza. La fontana del Moro.
"Vedi”, mi disse nonno, "in origine si pensò di costruire 18 fontane, dislocate in tutte le principali piazze romane”.
"18? Wow. E perché così tante?”.
"Per consentire ai Romani di bere acqua pulita. Prima della costruzione delle fontane, la gente era costretta a bere l’acqua del Tevere, che veniva raccolta a monte della città, lasciata a riposo per alcuni giorni e poi venduta dai cosiddetti ‘Acquarenari’”.
“Immagino che non fosse il massimo dell’igiene”.