Il contrabbando illecito di pellegrini Hajj non autorizzati causa più di 1.300 morti
A causa delle temperature estremamente elevate, più di 1.300 persone sono morte tra il 14 e il 19 giugno durante il pellegrinaggio Hajj che si è tenuto quest’anno in Arabia Saudita. Secondo il Ministro della Sanità saudita, l'83% delle vittime erano pellegrini non autorizzati. Molti erano sprovvisti di documenti, il che ha complicato notevolmente il processo di identificazione.
È noto che i pellegrini registrati e in possesso di un permesso vengono trasportati nella città santa in autobus con aria condizionata e riposano in tende climatizzate. Tuttavia, esistono operatori turistici che lavorano illecitamente e commettono delle vere e proprie frodi, promettendo l'accesso ai luoghi santi a tanti pellegrini non autorizzati che sono costretti, poi, ad intraprendere lunghe camminate sotto il caldo torrido. Quest'anno le temperature hanno superato i 50 gradi Celsius, rappresentando un grosso pericolo per i pellegrini anziani.
Tra i morti si contano 660 egiziani, 165 indonesiani, 98 indiani e decine di persone provenienti da Giordania, Tunisia, Marocco, Algeria e Malesia. Secondo le leggi saudite, compiere l'hajj senza permesso è illegale. I trasgressori rischiano multe salatissime, depor