Una canzone dei Pink Floyd è stata ricreata leggendo l'attività del cervello umano attraverso l’intelligenza artificiale
Il 15 agosto scorso, la rivista PLOS Biology ha pubblicato un nuovo studio sul funzionamento interno del cervello umano. I ricercatori hanno analizzato l'attività cerebrale di una persona che stava ascoltando la musica e hanno ricreato la canzone basandosi solo sugli schemi neuronali. Il risultato è stata una versione riconoscibile, anche se ovattata, della canzone dei Pink Floyd del 1979, "Another Brick in the Wall (Part 1)".
Per lo studio, i ricercatori hanno analizzato le registrazioni dell'attività cerebrale di 29 pazienti affetti da epilessia a cui è stata impiantata una rete di elettrodi nel cervello come parte del trattamento. Per prima cosa, gli scienziati hanno identificato le parti del cervello che reagivano alle diverse frequenze e hanno utilizzato ben 128 bande di frequenza. Dopodiché hanno addestrato un modello computerizzato sui dati cerebrali ottenuti, per riprodurre una traccia della canzone.
In ogni singolo paziente, è stato possibile riprodurre dalla loro attività cerebrale una canzone riconoscibile dei Pink Floyd. Comprendendo meglio come il cervello metabolizza la musica, gli scienziati sperano di costruire nuove protesi del linguaggio per le persone con malattie