Alpinismo, la verità di Reinhold Messner sulla tragedia del Nanga Parbat
30 June 2022
| Alessandro: | Qualche settimana fa, la stampa italiana ha riportato con particolare enfasi una notizia che riguarda Reinhold Messner, leggenda dell'alpinismo mondiale ma anche figura molto nota al grande pubblico. Messner è nato in Italia nel 1944 ed è salito alla ribalta tra gli anni sessanta e ottanta del secolo scorso, quando si è reso protagonista di imprese epiche. Come quelle che lo portarono ad essere il primo alpinista nella storia a raggiungere la vetta del monte Everest senza l’ausilio supplementare di ossigeno, ed il primo a scalare tutte le 14 montagne del pianeta sopra gli ottomila metri di altitudine. Anche se per le sue audaci spedizioni, Reinhold Messner ha raccolto innumerevoli elogi e attestati di stima, per gran parte della sua vita si è dovuto difendere dall’accusa infamante di aver lasciato morire il fratello Günther per portare a termine la scalata che lo avrebbe reso famoso. Sai a quale episodio mi riferisco, vero? |
| Carmen: | Certo! Hanno fatto un film nel 2010 che racconta questa storia… Il titolo però non lo ricordo… |
| Alessandro: | La pellicola si chiama Nanga Parbat, come il nome della montagna pakistana che i due fratelli Messner provarono a scalare nel giugno del 1970. Durante quella missione, Günther perse la vita a causa di una slavina. Reinhold lo cercò a lungo ma non lo trovò. Arrivò a valle giorni dopo, con i piedi e le mani congelate, quando il resto della spedizione tedesca di cui faceva parte stava iniziando a lasciare il campo base credendolo ormai morto. |