Un’inchiesta del Congresso americano mette in luce i pericoli derivanti dai video deep fake
Giovedì scorso, i membri del Congresso americano insieme ad alcuni ricercatori in campo tecnologico hanno discusso del crescente problema dei deep fake, video realistici, manipolati da software, guidati da intelligenza artificiale, in grado di mostrare persone che dicono o fanno cose che in realtà non hanno mai fatto. Filmati di questo genere potrebbero costituire una minaccia per la validità delle elezioni presidenziali americane del 2020 e per la politica in generale.
Video contraffatti sono apparsi sui media di tutto il mondo. Un mese fa, il filmato artefatto con un intervento di Nancy Pelosi, la Presidente della Camera, ubriaca e farfugliante è stato visto milioni di volte. La primavera scorsa, un video manomesso, in cui Donald Trump esorta il Belgio ad abbandonare l’accordo sul clima di Parigi, è diventato virale. A dicembre, invece, si ritiene che un video del presidente del Gabon, sia stato alterato, per suscitare un tentativo di colpo di stato militare.
All’inizio dell’anno, l’Unione europea ha pubblicato un piano per difendersi dai deep fake e altre forme di falsa informazione, che prevede l’utilizzo di campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, che aiutino le per