La repressione sui media raggiunge livelli allarmanti mentre si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa
Lo scorso mercoledì 3 maggio, i giornalisti e le organizzazioni dedicate all’informazione hanno celebrato la Giornata mondiale della libertà di stampa. Ogni anno, la giornata offre un’occasione per ricordare i giornalisti che sono stati uccisi o imprigionati nello svolgimento della loro professione e per valutare lo stato di salute della libertà di stampa nel mondo. La ricorrenza è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1993.
Quest’anno, le organizzazioni che monitorano la libertà di stampa hanno presentato un quadro a tinte fosche. Secondo Freedom House, un gruppo con sede a Washington, oggi nel mondo la libertà di stampa si trova ai livelli più bassi degli ultimi 13 anni, una situazione legata alle minacce che gli organi d’informazione stanno vivendo nelle democrazie consolidate, così come all’attuale inasprimento delle repressioni contro i media nei paesi autoritari. Secondo quanto riportato dal gruppo, alcuni dei casi più gravi si sono verificati in Polonia, Ungheria e Turchia. Inoltre, soltanto il 13% della popolazione mondiale vive in un paese che rispetta la libertà di stampa.
Secondo il Committee to Protect Journalists, un’organizzazione con sede a Ne