| Carmen: | Venerdì 11 giugno sono iniziati ufficialmente i Mondiali di calcio, ospitati da Stati Uniti, Messico e Canada. Un evento planetario, seguito in tutto il mondo. Eppure, a questa grande festa manca un invitato importante: l’Italia. Sai che i Mondiali maschili esistono dal 1930? L’Italia ha vinto ben quattro edizioni, ha disputato due finali ed è arrivata una volta al terzo posto. Insomma, siamo un Paese con una tradizione calcistica straordinaria. Eppure, siamo alla terza assenza consecutiva, dopo quella del 2018 e del 2022. |
| Mario: | Lo so. È una delusione enorme, soprattutto sul piano emotivo. Una vera tragedia! Perché per noi italiani il Mondiale è memoria, famiglia, amici, bar affollati e bandiere alle finestre. |
| Carmen: | Sai cosa mi dispiace? Che c’è una generazione di italiani cresciuta senza vivere le “notti magiche” della Nazionale ai Mondiali. Penso anche agli immigrati italiani nel continente americano: il torneo si gioca proprio lì, e loro non potranno andare allo stadio a tifare per l’Italia. |
| Mario: | Basta con la nostalgia, Carmen, non possiamo vivere di fotografie in bianco e nero. |
| Carmen: | Che succede? Ti è già passata la tristezza? |
| Mario: | Questa assenza non va considerata una semplice sfortuna. Al contrario, è un sintomo. Gli episodi contano, certo: un’espulsione, i rigori, una serata che può andare storta. Ma i motivi reali vanno guardati in faccia. |