| Carmen: | Parliamo di una decisione che farà sicuramente discutere: il ritorno a un dress code più rigido per assistere a uno spettacolo al Teatro alla Scala di Milano. D’ora in poi chi si presenterà con pantaloncini, canottiere o infradito non potrà più entrare. E non solo: anche se ha già pagato il biglietto, non avrà alcun rimborso. Queste regole esistono dal 2015, ma ora la nuova direzione del teatro ha deciso di farle rispettare davvero. Sono stati affissi cartelli ben visibili all’ingresso e stampate indicazioni sui biglietti. Il motivo? Non è solo una questione di decoro, ma anche di rispetto reciproco: stare tre ore accanto alla pelle nuda e sudata di uno sconosciuto può rovinare l’esperienza a chi ha speso magari 100 euro per uno spettacolo. Il sovrintendente Fortunato Ortombina, dice che non si tratta di imposizioni, ma di accorgimenti per mantenere la qualità e la dignità del luogo. |
| Fabrizio: | Ma è giusto tutto questo secondo te? Stiamo parlando di un luogo di intrattenimento, non di una corte reale. |
| Carmen: | La Scala non è un semplice luogo di intrattenimento, è uno dei teatri d’opera più famosi e prestigiosi al mondo. |
| Fabrizio: | È un’istituzione culturale italiana, lo so. |