Un infinito desiderio di libertà
29 April 2026
D-VISIONS / Shutterstock
anzi d’antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.
Son nate nella selva del convento
dei cappuccini, tra le morte foglie
che al ceppo delle querce agita il vento.
Si respira una dolce aria che scioglie
le dure zolle, e visita le chiese
di campagna, ch’erbose hanno le soglie:
un’aria d’altro luogo e d’altro mese
e d’altra vita: un’aria celestina
che regga molte bianche ali sospese...
sì, gli aquiloni! (…)
Comincia così, con queste parole intrise di colori e nostalgia, L’aquilone di Giovanni Pascoli, poeta della natura e delle piccole cose. Quando penso agli aquiloni, io vedo sempre la stessa immagine, ricordo di un viaggio lontano. Un gruppo di bambini che giocano sulle colline di Amman, in Giordania, un pomeriggio d’estate. Piccoli aquiloni volano nel cielo senza nubi. Bianchi, gialli, rossi. Ondeggiano nel vento, che li accompagna leggero e paziente. In fondo, gli edifici color sabbia della città, e le antiche pietre del Teatro Romano.
L’aquilone, sospeso tra controllo e libertà. L’aquilone, con la sua voglia di infinito, è un simbolo universale. È legato alla terra, ma aspira al cielo. Dipende dalla mano che lo guida, ma anche da una fo