Roma celebra Botero
17 July 2024
Artyom Semenushkin / Shutterstock
Ogni giorno, a Barcellona,
un gran gatto di bronzo è la gioia dei bambini
che giocano tra le belle palme della Rambla del Raval. L’espressione attonita,
la gran coda al vento, lui li lascia fare, tollerante, sordo al chiasso che lo circonda. A Madrid, nel Paseo de la Castellana, un’altra scultura urbana —
una mano gigante e paffuta — saluta, delicatamente, il cielo. Non lontano da lì, su un’isola pedonale triangolare, nel punto in cui la calle de Génova sfocia nella plaza Colón, riposa,
come una naufraga sull’isola di sabbia di un delta, la statua di una donna voluttuosa. Tra le dita della mano sinistra,
stringe un piccolo specchio rotondo. Un simbolo di vanità, una tentazione alla quale, stoicamente, lei sembra voler resistere.
Le opere che vi ho descritto sono nate dalla fantasia del pittore e scultore colombiano Fernando Botero, e abbelliscono, da anni, le due maggiori città della Spagna.
Dallo scorso 10 luglio, fino al 1° ottobre, Roma, quasi a riflettere l’esempio spagnolo, dedica
un omaggio all’arte di Botero, con una mostra diffusa: una selezione di otto sculture, collocate in alcuni luoghi emblematici del perimetro urbano. Tra le opere in mostra:
Donna distesa e
Venere addor