La Tunisia sul cammino dell’autoritarismo
16 October 2024
È un triste paradosso, ma la Tunisia — il paese nel quale è fiorita la “
Primavera araba" —
è ormai scivolata, nuovamente, nell’autocrazia. Dopo le farsesche elezioni di domenica 6 ottobre, per il presidente della Repubblica, Kaïs Saied, si apre un nuovo mandato, in un contesto istituzionale fortemente impoverito. “Ripuliremo il paese da tutti i corrotti e dai cospiratori”,
ha detto poco dopo la chiusura delle urne. Parole che, più che come una promessa, suonano come una
minaccia. Contro l’opposizione politica, e contro qualsiasi voce critica. Gran parte dell’opposizione, di fatto, aveva scelto di boicottare il voto, per non legittimarlo. Altissima, l’astensione.
Soprattutto tra gli elettori giovani, i più delusi. Solo il 27,7% dell’elettorato tunisino ha partecipato al voto, un dato notevolmente inferiore rispetto al 49% delle precedenti elezioni, quelle del 2019.
Ma com’è arrivata la Tunisia a questo punto? Come da copione, potremmo dire.
Come accade spesso in situazioni simili, infatti, il processo di deriva autoritaria è cominciato in modo lento, sottile, progressivo. Per poi accelerare,
sempre più.
Kaïs Saied, un professore di diritto costituzionale, fu eletto presidente nel 201