La farsa
20 March 2024
La sera di lunedì 18 marzo, al concerto organizzato sulla Piazza Rossa, a Mosca, per festeggiare il decimo anniversario dell’annessione della Crimea — e celebrare il risultato elettorale del giorno precedente — erano presenti sul palco, accanto a un Vladimir Putin fresco di rielezione, pure coloro che, sulle schede elettorali, erano apparsi come i suoi rivali. Nikolaj Charitonov, Leonid Sluckij e Vladislav Davankov. Candidati docili, che, pur essendo — nella narrazione del Cremlino — in corsa per la poltrona presidenziale, si erano dichiarati vicini a Putin. Non c’è limite, non c’è vergogna, nella messinscena. Nella farsesca narrazione offerta al pubblico. Secondo i dati diffusi dal Cremlino, Putin è stato rieletto per un quinto mandato presidenziale con oltre l’87% dei voti, un risultato che gli consentirà di rimanere alla vetta dello Stato russo fino al 2030. O meglio: almeno fino al 2030, perché, in base a una modifica costituzionale approvata nel 2020, potrebbe, in seguito, ricandidarsi per un ulteriore mandato.
Lunedì sera, con la sua immagine amplificata dai megaschermi alle sue spalle, Putin ha intonato l’inno nazionale, e ha comunicato ai presenti, e al mondo intero, che la