Tacchi alti e smart working, una relazione difficile
7 October 2020
Ricordo perfettamente la prima volta che indossai un paio di scarpe col tacco alto. Avevo diciassette anni. E le scarpe, in realtà, non erano mie. Me le aveva prestate, insieme alla sigaretta, la mia amica Sveva.
Un’emozione nuova, una leggera vertigine, indossare quelle scarpe. I primi passi incerti, traballanti. Poi, la sicurezza, conquistata un metro dopo l’altro. L’euforia. Il brivido del potere. Il privilegio di osservare il mondo dall’alto di quegli otto o dieci centimetri in più. Una piccola rivoluzione interiore.
Quella piccola rivoluzione ebbe luogo una sera d’agosto, a Bournemouth, una città costiera del Dorset, nell’Inghilterra meridionale. Non era, naturalmente, una rivoluzione fine a se stessa. No. L’obiettivo della serata era un’entrata trionfale all’Academy, la discoteca più famosa della città. Un mito, un sog