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Grazie, Ruth Bader Ginsburg

23 September 2020
Grazie, Ruth Bader Ginsburg
Ben Von Klemperer / Shutterstock.com
Sulla vetrina di uno spazio commerciale sfitto di Manhattan, sul tratto della Bowery che da 1st street corre verso Houston street, lo scorso fine settimana qualcuno ha incollato una fotografia di Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti e grande icona culturale, scomparsa lo scorso venerdì 18 settembre, a 87 anni. L’immagine è la riproduzione di un ritratto ufficiale della giudice, scattato nel 2016. Sul lato sinistro, in basso, campeggiano, in lettere bianche, due parole: Thank you.

Toga nera, occhiali, grandi orecchini verdi. La giudice siede su una poltrona, con le mani intrecciate, accenna un sorriso e ci osserva. Sembra preoccupata.

Nata a Brooklyn nel 1933 in una famiglia di ebrei russi, e animata da una forte passione per la giustizia sociale, Ruth decide di iscriversi a Cornell University, per studiare legge. Nel 1956, è alla Harvard Law School. Poi, sarà la volta di New York, per un percorso di perfezionamento a Columbia University.

Ruth conosceva bene la discriminazione di genere. L’aveva vissuta in prima persona, sulla propria pelle. Pur essendosi laureata a pieni voti, aveva faticato ad affermarsi come avvocato, una carriera all’epoca considerat

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