La Lega Nord reagisce agli scandali proponendosi come motore del centrodestra
20 September 2017
Domenica 17 settembre. Per il popolo della Lega Nord è finalmente arrivato il gran giorno, quello del raduno annuale di Pontida. Un appuntamento politico che questo comune di poco più di 3.000 abitanti, situato nella provincia di Bergamo, in Lombardia, ospita sin dal 1990. Una celebrazione, quella di Pontida, che ormai fa parte della mitologia della Lega. Sono le 10 del mattino e i militanti più sfegatati, quelli che hanno passato la notte nel campeggio improvvisato sul prato a poche decine di metri dal palco, sorseggiano un caffè. Chiacchierano tra loro. Aspettano. Ancora mezz’ora, e poi arriveranno i primi ospiti a scaldare la folla. I primi oratori. Matteo Salvini, il segretario federale della Lega — il Capitano, come lo chiamano da queste parti — salirà sul palco nel primo pomeriggio.
Ad ascoltarlo, oltre agli iscritti della prima ora, ci saranno anche nuovi simpatizzanti. Gente venuta dall’Emilia-Romagna, dalla Toscana e persino dal Lazio. “La nostra speranza è che, se governasse la Lega, qualcosa finalmente cambierebbe in questo paese”, dice una signora di Roma, venuta a Pontida con tutta la famiglia.
Ma quest’anno a Pontida c’è un’atmosfera diversa. Più cupa, più combattiva