Una strage senza senso
16 January 2019
Lo scorso 26 dicembre, il Giappone ha annunciato la propria intenzione di ritirarsi dall’International Whaling Commission e di riprendere, nel luglio di quest’anno, la pesca commerciale delle balene. Istituita nel 1946 per coordinare l’industria baleniera globale, la commissione, negli anni ‘80, virò in direzione ambientalista approvando una moratoria sulla caccia alle balene a scopi commerciali.Con l’uscita dal gruppo, il Giappone potrà dedicarsi, in assoluta tranquillità, alla caccia commerciale dei grandi cetacei nelle sue acque territoriali e nella sua ‘zona economica esclusiva’, ma abbandonerà ogni attività nell’emisfero australe. Il che, secondo diverse associazioni ambientaliste, in realtà, è un fatto positivo. Da tempo, infatti, il Paese del Sol Levante, con la scusa della ricerca scientifica, svolge delle vere e proprie spedizioni di caccia nelle acque dell’emisfero australe. L’ha detto persino la Corte di giustizia dell’Aja, che nel 2014 ha descritto le motivazioni scientifiche addotte dalle autorità giapponesi come un semplice pretesto.
Ora, come vi dicevo, il Giappone potrà riprendere le sue ‘tradizionali’ attività di pesca nelle acque del Pacifico, in base a un sistema