Se il razzismo viaggia in pullman
24 October 2018
È la sera di martedì 16 ottobre. Siamo a Trento, su un pullman che tra qualche minuto si metterà in moto, diretto a Roma. Alcuni passeggeri sono già seduti, altri stanno prendendo posto, lentamente. Il sole è tramontato da poco. Sarà un viaggio lungo, quasi dieci ore, e sull’autobus, c’è chi già sonnecchia. Potrebbe essere una tranquilla serata di metà ottobre. Potrebbe… ma purtroppo le cose non vanno così.Improvvisamente, una signora —italiana, circa 40 anni— comincia a strillare, inferocita. “Qui no, vai via, vai in fondo, sei di un altro colore e di un’altra religione”, dice al ragazzo che sta per sedersi accanto a lei. Il tutto, sotto lo sguardo allibito dei passeggeri dei sedili vicini. Una ragazza, una studentessa di Ferrara, commenta il fatto sul suo profilo Facebook. Il post, nel giro di poche ore, diventerà virale.
La vittima di questo deplorevole episodio di razzismo è un ragazzo senegalese di 25 anni. Si chiama Mamadou, e vive da tempo a Bolzano, dove lavora come operaio in una fabbrica che assembla forni. È munito di biglietto, e va a Roma per incontrare un amico. “Non faccio nulla di male. Non sono cattivo. Voglio solo s