Negozi chiusi la domenica, più della metà degli italiani non è d’accordo
26 September 2018
Nel dicembre 2011, in piena crisi economica, il governo Monti —un governo tecnico guidato dall’economista Mario Monti— approvò un decreto legge che prevedeva la completa liberalizzazione dell’orario di attività degli esercizi commerciali. La riforma, che estendeva a livello nazionale la speciale flessibilità di cui già godevano le località turistiche e le città d'arte, aveva una logica precisa: rilanciare l’economia stimolando i consumi. La normativa è tuttora in vigore, ma l’argomento, di tanto in tanto, genera polemiche. Nella recente campagna elettorale, entrambi i partiti oggi al governo, Lega e Movimento 5 Stelle, avevano annunciato una riforma in questo settore. Più esattamente, avevano promesso di reintrodurre, ad eccezione delle località turistiche, l’obbligo di chiusura domenicale e nei giorni festivi. Tutto questo, ufficialmente, per due motivi: bloccare la concorrenza sleale della grande distribuzione e promuovere il diritto dei lavoratori a passare la domenica in famiglia.
Giovedì 6 settembre, la Commissione attività produttive della Camera ha avviato l’esame di un disegno di legge che mira a limitare pesantemente le liberalizzazioni del 2011.
Ma la prospettiva di tornare