Macron tende la mano a Trump, e si propone nel ruolo di mediatore europeo
A pochi giorni dal vertice del G20 di Amburgo, nel quale non ha certo brillato per simpatia, Donald Trump si è concesso un nuovo viaggio in Europa in compagnia della moglie, questa volta su invito del presidente francese, Emmanuel Macron. Il motivo ufficiale della visita? Celebrare il centenario dell’ingresso degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale e assistere alla tradizionale parata militare del 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia e giorno di festa nazionale in Francia. Una vera manna per Trump, una boccata d’aria fresca lontana anni luce dalle polemiche che lo vedono protagonista a Washington nell’ambito dello scandalo Russiagate.
Cina: Muore Liu Xiaobo, storico simbolo della lotta per le riforme politiche
La stampa cinese ha diffuso la notizia nella notte di giovedì 13 luglio con un comunicato dal tono asettico: “Liu Xiaobo è morto per un cancro al fegato all’età di 61 anni”. Poche scarne parole. Quasi a voler ostentare indifferenza. Eppure, Liu Xiaobo era il più celebre prigioniero politico del paese. Nel 2010 aveva ricevuto il Premio Nobel per la Pace “per il suo impegno non violento a tutela dei diritti umani in Cina”.
Un riconoscimento che il governo di Pechino ha sempre considerato come una provocazione, un’indebita intromissione della comunità internazionale nei suoi affari interni. Nel 2010, infatti, Liu Xiaobo si trovava in carcere con l’accusa di aver svolto “attività tese a sovvertire il potere dello Stato”.
La sua colpa? Aver scritto, due anni prima, Charter 08, un manifesto nel quale invocava una serie di riforme volte alla democratizzazione del sistema politico cinese. Un documento — pubblicato online e sottoscritto da oltre 300 intellettuali e attivisti per i diritti umani — che gli era costato una condanna a 11 anni di reclusione.
Ma l’impegno politico di Liu Xiaobo risaliva a molti anni prima. Nella primavera del 1989, Liu era visiting scholar alla Columb
Crisi migratoria: Merkel e Macron esprimono solidarietà all’Italia, ma non offrono misure concrete
Lo scorso mercoledì 12 luglio i leader dei tre Stati fondatori dell’Unione europea — Angela Merkel per la Germania, Emmanuel Macron per la Francia e Paolo Gentiloni per l’Italia — hanno partecipato ad un breve incontro trilaterale (40 minuti in tutto) a bordo di una nave scuola della marina militare italiana, la goletta Palinuro, ormeggiata davanti a piazza dell’Unità d’Italia a Trieste. Il mini-vertice ha avuto luogo in occasione del Summit annuale sui Balcani occidentali, un appuntamento creato nel 2014 che coinvolge paesi come Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo, Macedonia e Albania con l’obiettivo di favorire una maggiore integrazione economica nella regione.
In quest’ottica, la scelta della Palinuro come teatro dell’incontro mi sembra davvero interessante. Questa nave, infatti, è un piccolo simbolo galleggiante di collaborazione a livello europeo. Venne costruita in Francia, nei cantieri navali di Nantes e poi consegnata all’Italia, nel 1934.
Ma torniamo a quei 40 minuti che hanno visto insieme Italia, Francia e Germania. L’avrete indovinato, al centro dell’incontro c’era l’attuale crisi migratoria. Un’emergenza nella quale l’Italia, per motivi geografici, si
Napoli, il Vesuvio in fiamme rivela una vasta rete di interessi criminali
Uno scempio che dura da giorni. Da settimane. Dalla Sicilia alla Sardegna, dalla Calabria alla Puglia, l’Italia del Sud è assediata dalle fiamme. Centri abitati e villaggi turistici vengono evacuati in fretta e furia sotto la minaccia del fuoco. Ettari di bosco e macchia mediterranea bruciano in poche ore, lasciando spazio a un deserto di cenere nera e silenzio. L’estensione e la frequenza degli incendi non lasciano alcun dubbio: alla radice del fenomeno c’è un’estesa rete di interessi criminali.
Tra gli innumerevoli roghi che soffocano le regioni del Sud, il caso più emblematico è sicuramente quello del Vesuvio. Il vulcano simbolo della città di Napoli, reso famoso dalla violenta eruzione del 79 d.C., una tragedia che seppellì le antiche città di Ercolano e Pompei sotto una spessa coltre di ceneri e lapilli.
Ma oggi a minacciare l’intero ecosistema del Vesuvio non è di certo la lava del vulcano, ma uno schema criminale che agisce nella più assoluta impunità, grazie alla complicità della classe politica locale.
Il Vesuvio brucia da giorni. Senza tregua. L’area interessata dalle fiamme ormai si estende per oltre due chilometri. Bruciano le discariche a cielo aperto, bruci
Dolce & Gabbana presenta la sua collezione a Palermo, tra lusso e polemiche
Due anni fa, per festeggiare il loro trentesimo anno di attività, Domenico Dolce e Stefano Gabbana avevano scelto i vicoli del centro storico di Napoli. Quest’anno è la volta della splendida Palermo. Per cinque giorni, dal 6 al 10 luglio, il capoluogo siciliano si è trasformato in una passerella dedicata al lusso e alla bellezza. Un palcoscenico ricco di eventi culturali, sfilate e feste sotto le stelle. L’occasione? La presentazione ufficiale della collezione Dolce & Gabbana autunno/inverno 2017-18.
La prima sfilata, dedicata alla gioielleria femminile, si è svolta nello storico Palazzo Gangi, nello stesso salone in cui Luchino Visconti nel 1963 girò la famosa scena del valzer del film Il Gattopardo. Ma la sfilata che più ha affascinato il pubblico è stata quella che ha visto protagonista la fontana di piazza Pretoria, nel cuore storico di Palermo: i modelli hanno sfilato lungo il perimetro circolare dell’omonima fontana rinascimentale, in una festa di luci e colori.
Quella di Dolce & Gabbana è, innegabilmente, una collezione ispirata alla storia dell’isola, ricca di sfumature accese, ricami dorati dal sapore barocco, fiori e frutta. Una bella collezione che appare come una