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2 August 2017

Episode #90

26 July 2017

Episode #89

19 July 2017

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Cari amici, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma! Oggi è mercoledì 5 luglio 2017. Io sono Chiara e, anche questa settimana, sarò qui insieme a voi per dare un’occhiata agli ultimi sviluppi dell’attualità italiana e mondiale. Cominciamo subito con una notizia che arriva dalla Germania, dove il Parlamento ha appena approvato una legge che dà il via libera al matrimonio per le coppie dello stesso sesso. Questo è un tema che genera spesso interrogativi e polemiche. Per questo motivo, lo vorrei proporre come Featured Topic per la nostra sessione di Speaking Studio.

Germania, il Bundestag approva il matrimonio omosessuale

5 July 2017

Spero che il voto di oggi non solo promuova il rispetto delle differenze, ma porti anche una maggiore coesione sociale nel nostro paese”. Con queste parole la cancelliera tedesca Angela Merkel ha commentato, lo scorso venerdì 30 giugno, l’approvazione da parte del Bundestag, il parlamento federale, di una legge che estende il matrimonio anche alle coppie omosessuali.

Oltre al matrimonio, per le coppie dello stesso sesso, che da 16 anni avevano accesso all’istituto dell’unione civile e all’adozione del figlio del partner, si apre inoltre la possibilità dell’adozione congiunta.

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Ora, dalla Germania ci spostiamo in Italia. Andiamo nel Sud, dove, sempre più frequenti, si susseguono gli arrivi di migranti provenienti dalle coste africane. Ne parliamo perché un intreccio di mafia e politica corrotta ha trasformato la crisi migratoria di questi anni in un fiorente business.

Migranti, un affare d’oro per le mafie

5 July 2017

83.360. Questo il numero dei migranti sbarcati in Italia dal 1º gennaio al 30 giugno 2017. Un numero che segna un aumento del 18,7% rispetto al primo semestre del 2016. Molti di loro sono giovanissimi. Molti, più del 17%, non hanno nemmeno 18 anni. Lo scorso fine settimana soltanto ― secondo i dati raccolti dalla UNHCR, l’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati ― sono arrivati nei porti italiani 12.600 nuovi migranti.

Ognuno di loro ha una storia. C’è chi fugge da guerre e conflitti e chi si mette in viaggio alla ricerca di migliori condizioni economiche e sociali, di un avvenire più sereno per i propri figli. Variano le motivazioni personali, dunque, ma per tutti brilla la speranza di un futuro migliore.

Dopo lo sbarco, i migranti che avranno avuto la fortuna di superare la difficile traversata del Mediterraneo, raggiungendo l’Italia del Sud, verranno ospitati in una serie di centri di accoglienza. Lì, molti di loro, purtroppo, conosceranno il potere delle mafie locali. Un potere occulto, saldamente abbracciato alle istituzioni e alla Chiesa. Un potere che trasforma la miseria in un florido business. In un affare d’oro. In Italia, le mafie ricevono i migranti a braccia aperte.

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Rimaniamo in Italia, cari ascoltatori, ma passiamo ad un argomento decisamente meno drammatico: i ‘compiti delle vacanze’. Una tradizione che, a mio avviso, andrebbe completamente eliminata dal panorama scolastico.

Compiti delle vacanze, utili o superflui?

5 July 2017

In Italia, l’anno scolastico si è concluso da pochi giorni e, come ogni estate, anche quest’anno si è acceso il dibattito sull’utilità (o… l’inutilità) dei cosiddetti ‘compiti delle vacanze’, cioè quella lista di esercizi ― letture, problemi di matematica, piccoli esperimenti scientifici, riassunti, e via dicendo ― che gli insegnanti assegnano ai ragazzi ogni anno, verso la metà di giugno. Compiti, come suggerisce il loro nome, da svolgere durante il periodo delle vacanze estive.

Io, ai tempi della scuola, di compiti delle vacanze ne ho fatti tanti. Tantissimi. Ogni anno, ogni estate. E in tutta onestà vi posso dire che, come la maggior parte dei miei coetanei, vivevo malissimo quell’esperienza. I compiti delle vacanze erano un peso, un pensiero costante che toglieva leggerezza alle giornate di sole e mare. Una nuvola grigia all’orizzonte.

A farmi detestare i compiti delle vacanze, in realtà, non erano tanto il tempo e la fatica che richiedevano, quanto la loro assoluta superfluità. Sì, superfluità! E non esagero.

Liste di libri da leggere compilate meccanicamente da insegnanti svogliati. Liste piene di romanzi dal sapore antiquato, noiosi e anacronistici. Problemi di ma

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Continuiamo a parlare delle giovani generazioni. In questo caso, vorrei commentare insieme a voi un’interessante evoluzione socio-culturale: per molti diciottenni, oggi, l’automobile non è più un sogno. Vediamo perché…

Per i diciottenni italiani fare la patente non è più un sogno

5 July 2017

Il mio amico Daniele lavora da vent’anni come istruttore di guida in un’autoscuola milanese. Da questo osservatorio privilegiato ha visto sfilare centinaia di aspiranti guidatori. Il suo, è un occhio allenato. Sa leggere le mode e le nuove tendenze sociali. E ha imparato a riconoscere i cambiamenti di rotta nelle abitudini di consumo dei più giovani.

“Quando ho iniziato a lavorare in questo settore, verso la metà degli anni novanta”, racconta Daniele, “la maggior parte dei miei clienti aveva 18 o 19 anni. All’epoca, i ragazzi non vedevano l’ora di imparare a guidare. Per loro l’automobile era un simbolo di libertà. Un rito di passaggio. L’inizio di una grande avventura. Oggi, invece, la patente è vissuta come un peso, una seccatura da rimandare quanto più possibile nel futuro”.

A confermare, nero su bianco, le parole di chi, come Daniele, lavora sul campo, ci sono i numeri. A livello nazionale, infatti, le patenti di guida conseguite nel 2016 dai giovani nella fascia d’età tra i 18 e i 19 anni sono state 287.551. Un numero che segna un calo dell’8,4% rispetto, ad esempio, al 2012, quando le nuove patenti erano state 314.070.

Un calo che solo in parte dipende da un fattore

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