Iniziamo la nostra puntata, parlando degli Stati Uniti. Dopo il ritiro della scorsa settimana dagli accordi di Parigi, gli USA tornano a riempire le cronache dei tabloid di tutto il mondo con le scottanti verità di James Comey sul presidente Trump e la sua amministrazione.
Le verità scomode di James Comey inguaiano Donald Trump
Che le elezioni americane del 2016 siano state pesantemente influenzate da “fake news” pubblicate ad arte sui social media, è un dato di fatto.
L’enorme quantità di informazioni in circolazione vere e false mescolate tra loro ha fatto sì che la gente iniziasse a credere a ciò che più preferiva. La verità è così diventata come una di quelle immagini a doppio riflesso che mostrano due scene diverse a seconda dell’angolo con cui il nostro occhio le osserva.
Elezioni inglesi: per Theresa May la Brexit si fa più dura
Giovedì 8 giugno i cittadini britannici sono andati a votare per formare il 57esimo Parlamento del Regno Unito.
La precedente legislatura avrebbe dovuto terminare nel 2020 ma, non contenta dei 330 seggi ottenuti dal suo partito nel 2010, lo scorso aprile Theresa May ha sciolto la Camera dei Comuni e ha indetto nuove elezioni.
Le ambizioni del Primo Ministro, condivise dal partito conservatore dei Tories, erano quelle di consolidare la maggioranza in Parlamento per avere maggior margine di movimento nelle trattative della Brexit.
Se in questi giorni avete letto i giornali, saprete benissimo che i risultati delle votazioni si sono tradotti un vero e proprio schiaffo a Theresa May e alla Brexit.
Su 650 seggi disponibili alla Camera dei Comuni, i conservatori ne hanno ottenuti solo 318 perdendone ben 12, mentre i laburisti guidati da Jeremy Corbyn hanno acquisito 261 seggi guadagnandone 31. Il resto delle formazioni politiche si è diviso i restanti 70 seggi.
Osservando questi numeri, si potrebbe pensare che, dal punto di vista elettorale, i risultati del voto non siano una sconfitta per i conservatori, dato che il partito di Theresa May si è confermato primo partito nel
Corte di Cassazione: anche Totò Riina ha diritto a una morte dignitosa
Totò Riina, uno dei boss mafiosi più feroci e temibili che l’Italia abbia mai conosciuto, è malato di una grave patologia cardiaca. Al momento, l’86enne ex capo della mafia siciliana si trova nel penitenziario della città di Parma, dove sta scontando, sin dal 1993, una condanna a 16 ergastoli con il regime carcerario speciale del 43bis.
Date le sue condizioni cliniche, più di un anno fa l’avvocato di Riina aveva presentato un’istanza al tribunale di sorveglianza di Bologna per chiedere la sospensione della pena o, al limite, gli arresti domiciliari.
Il 20 maggio del 2016 i giudici bolognesi hanno respinto la richiesta del difensore, specificando che il detenuto era ancora troppo pericoloso per essere lasciato libero.
La vicenda sembrava chiusa, ma lo scorso lunedì 5 giugno si è diffusa la notizia che la Corte di Cassazione aveva annullato tale decisione, sostenendo che la pericolosità menzionata dai giudici bolognesi da sola non basta a negare anche al più pericoloso dei criminali il “diritto a una morte dignitosa”.
Come è stato raccontato dal quotidiano Corriere della Sera, la decisione è stata così rimandata al tribunale di Bologna per essere rielaborata.
I giudici
Torino per una notte vive l’incubo del terrorismo
Sabato 3 giugno a Cardiff, nel Galles, si è disputata la finale di Champions League, il torneo europeo di calcio per club. Una partita appassionante che ha visto sfidarsi il celebre club spagnolo del Real Madrid e la squadra italiana della Juventus.
Per seguire l’evento, migliaia di persone si sono radunate in piazza San Carlo a Torino, dov’era stato allestito uno schermo gigante. Secondo il Corriere della Sera, in piazza c’erano tra i 20 mila e 40 mila tifosi.
Alla fine del primo tempo le due squadre erano in pareggio con un risultato di uno a uno. A Torino, come a Cardiff tra i supporter della Juventus c’era tantissima euforia, soprattutto dopo lo spettacolare goal di Mario Mandzukic che aveva riportato la Juventus in corsa per il titolo.
Tutto, però, è cambiato nel secondo tempo.
Mentre i giocatori della Juventus subivano il tracollo psicologico dopo il terzo goal messo a segno da Cristiano Ronaldo, a Torino due forti boati hanno destabilizzato l’ordine del pubblico, generando sgomento e paura in tutta la città.
Le indagini della polizia hanno poi accertato che i due forti rumori erano stati causati dallo scoppio di un petardo in un punto non distante da piazza Sa
Il Comune di Roma blocca l’istituzione del Parco archeologico del Colosseo
Lo scorso gennaio, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, aveva annunciato la nascita di un parco storico che includeva il Colosseo, il Foro Romano, il Palatino e la Domus Aurea.
Questa iniziativa fa parte di una riforma ben più ampia che in questi anni ha tolto ad alcune soprintendenze comunali la gestione di prestigiose gallerie, musei e palazzi antichi per darla a manager, reclutati dal Ministero, attraverso un bando internazionale. È il caso per esempio della Galleria dell’Accademia di Venezia o del museo di Capodimonte a Napoli.
La speranza del governo, dunque, è che in completa autonomia e con una gestione oculata del bene storico o culturale, i nuovi direttori riescano a risanare le perdite e aumentare la loro capacità di generare profitti.
Inefficienza e incompetenza gestionale infatti rendono oggi l’Italia un paese che non riesce a far fruttare adeguatamente il proprio patrimonio culturale.
Ecco che in questo contesto nasce l’idea di creare il Parco del Colosseo. Una struttura dotata di un’amministrazione autonoma, di un proprio bilancio, di un direttore e di risorse finanziarie garantite attraverso la trattenuta del