Per settimane, migliaia di cittadini georgiani hanno affollato le strade e le piazze della capitale, Tbilisi. Hanno sventolato la bandiera dell'Unione europea, fatto risuonare l'Inno alla gioia di Beethoven, che dell'Unione è l'inno ufficiale. Hanno resistito alle cariche della polizia, sfidato i cannoni ad acqua, e persino cantato e danzato.
Un intero Paese è in subbuglio contro l'attuale governo, tanto che molti analisti internazionali fanno paragoni con l'Ucraina del 2013. Quella delle proteste di Euromaidan, quando il Paese si trovò lacerato tra le piazze che sognavano l'integrazione europea e le élite politiche che gravitavano attorno al presidente Viktor Janukovyč, affini alla sfera d'influenza russa.
In Georgia si sta ripetendo un copione molto simile, e c'è quindi il rischio che la comunità internazionale lasci inascoltate le proteste. O che sottovaluti il pericolo di un inasprimento dei conflitti interni.
A scatenare le proteste è stata l'approvazione di una legge che obbliga a registrare come "agenti stranieri" le organizzazioni non governative che ricevono più del 20% dei loro finanziamenti dall’estero. La legge, com’è facile immaginare, insinua che tali organizzazioni per
C'è chi è venuto di persona, come la francese Marine Le Pen, leader di Rassemblement National. Chi ha partecipato in videoconferenza, come la premier italiana Giorgia Meloni, applaudita per il suo discorso in spagnolo. Il premier ungherese Viktor Orbán, invece, ha optato per un messaggio registrato.
In un modo o nell'altro, l'occasione era troppo importante per mancare, lo scorso 19 maggio all’arena Palacio de Vistalegre di Madrid. Lì si è tenuto infatti il raduno internazionale dell'estrema destra, organizzato da Vox, il partito guidato da Santiago Abascal.
C'è stato anche l'ospite d'eccezione, il presidente argentino Javier Milei. Come una sorta di rockstar, Milei ha pensato bene di mandare all'aria ogni formalismo, provocando una crisi diplomatica.
Dopo aver snobbato sia il re sia il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, dal palco della conferenza, Milei ha riservato parole durissime contro quest'ultimo. Per tutta risposta, il governo spagnolo ha reagito ritirando l'ambasciatrice a Buenos Aires e chiedendo delle scuse ufficiali.
Insomma, l'arena madrilena, che di solito ospita eventi sportivi o concerti, ha infiammato gli spettatori con uno spettacolo ben diverso: comizi sulle
"Maranza" è una parola gergale, nata negli anni 80, che, ultimamente, ha ripreso impulso grazie ai social media, in particolare TikTok. Secondo l’Accademia della Crusca, il termine “maranza” si riferisce a “gruppi di giovani che condividono e ostentano atteggiamenti da strada, particolari gusti musicali, capi d’abbigliamento e accessori appariscenti e un linguaggio spesso volgare”. “Maranza” è anche il nome del nuovo singolo di Fabio Rovazzi, un cantante italiano diventato famoso grazie ai social media, alla capacità di creare ritornelli facili e video virali. Rovazzi incarna una generazione di artisti che non brillano per qualità artistiche, ma che abitano gli spazi digitali e sanno sfruttare bene il marketing.
Questa, almeno, era l'opinione corrente fino a poche settimane fa. Stavolta, infatti, a Rovazzi il lancio del nuovo singolo è andato di traverso.
Durante una diretta Instagram dal tavolino all'aperto di un ristorante milanese, qualcuno si è avvicinato alle spalle di Rovazzi mentre parlava. Di colpo l'inquadratura dello schermo ha cominciato a sobbalzare convulsamente, come nel caso di chi corre con un cellulare in mano. Solo che la mano non era più quella di Rovazzi. Un furt
Visti da lontano, i sogni della generazione dei baby boomer appaiono semplici e rassicuranti. Una casa, una famiglia, un lavoro stabile e con la prospettiva di fare carriera. Dopo decenni, dopo che i figli sono cresciuti, i capelli sono diventati bianchi ed è arrivato il momento di riposare un po’, il sogno prevede di godersi la pensione e i meritati risparmi di una vita.
Per i pensionati americani, però, spesso il sogno si carica di un elemento in più: l'emigrazione. Molti baby boomer cercano infatti Paesi più accoglienti, dove il costo della vita permetta di valorizzare maggiormente la pensione.
Trasferirsi all'estero non è mai semplice, ma a convincere i pensionati americani è soprattutto il problema della sanità. Negli Stati Uniti, essendo privata, è molto onerosa: stando alle stime di Fidelity International, importante multinazionale di servizi finanziari, i costi per le spese mediche che una persona sostiene nell’epoca della pensione negli Stati Uniti si aggirano in media sui 157.000 dollari. In Europa, invece, la sanità è ovunque pubblica, o al limite presenta un sistema misto tra pubblico e privato con costi enormemente ridotti.
Così, tra le mete predilette, un posto di prim
Tra le tante espressioni che si incontrano nei media italiani, "parcheggio selvaggio" è forse tra le più curiose, per chi non conosce bene usi e costumi del Paese. Sintetizza alla perfezione la noncuranza per le regole di molti automobilisti italiani, che, specie nelle grandi città, parcheggiano i veicoli dove capita.
A Roma, Milano o Napoli è facile imbattersi nella cosiddetta "doppia fila", ovvero una seconda fila di auto parcheggiata a ridosso di un'altra, anche a costo di bloccare i veicoli della prima. Su fenomeni di questo tipo incidono vari fattori, tra cui l'elevato numero di auto in circolazione in rapporto ai parcheggi, così come una mobilità urbana che non valorizza fino in fondo i trasporti pubblici.
Proprio a Milano, un gruppo di cittadini ha dato vita all'iniziativa "Via libera", per evidenziare quanto sia diffuso e problematico il ricorso al parcheggio selvaggio. Il gruppo, che riunisce vari comitati e associazioni, ha così trascorso la sera dello scorso 16 maggio a monitorare le auto parcheggiate.
Per quattro ore, duemila persone divise in più di settecento squadre hanno percorso a piedi o in bici le vie principali della città. Ad assisterle nel compito, un'app svilu