Chiunque abbia visto la serie televisiva Succession, nei giorni scorsi di sicuro avrà pensato al personaggio di Logan Roy, apertamente ispirato a Rupert Murdoch. Entrambi sono magnati di un impero mediatico, uomini con molto cinismo e pochi scrupoli. Entrambi, messi di fronte ai limiti dell’età, hanno dovuto inevitabilmente designare un successore.
A differenza della serie, tuttavia, la successione di Murdoch non è stata particolarmente drammatica. Di fatto, è stata affidata a un comunicato secco ed essenziale. Il nuovo presidente sarà il figlio Lachlan, definito dal padre “un leader appassionato e di sani principi”. Dietro le lodi, è facile prevedere un cambio all'insegna della continuità, specialmente per quanto riguarda la linea editoriale che contraddistingue Fox News: aggressiva, battagliera, schierata a destra.
Volendo fare un bilancio complessivo, bisogna riconoscere a Murdoch di aver cambiato il volto di stampa e televisione per sempre. Di aver reso le controversie e il politicamente scorretto un marchio di fabbrica. Nella storia del giornalismo e dei media c’è un prima e un dopo Murdoch, uno vero e proprio spartiacque.
La carriera di Murdoch nei media è iniziata nel 1953, co
Ogni sciopero si porta dietro accuse di crumiraggio per i colleghi che si rifiutano di aderire. Alle volte, poi, il marchio d’infamia è lanciato addosso a chi prova a sostituire gli scioperanti.
È quanto successo a due popolari conduttori, Bill Maher e Drew Barrymore, che nelle scorse settimane hanno provato a far ripartire i loro programmi, senza gli autori. Hanno però dovuto desistere, perché sommersi da una valanga di proteste. Barrymore ha dovuto persino pubblicare un video di scuse, a pochi giorni da un primo video in cui, goffamente, aveva provato a far cambiare idea a chi la criticava.
Due episodi che raccontano molto degli ultimi mesi, da quel 2 maggio in cui gli sceneggiatori sono entrati in sciopero. A luglio, sono stati raggiunti dagli attori, per quello che è diventato il cosiddetto “sciopero di Hollywood”. Se un famoso detto recita “lo spettacolo deve continuare”, negli scorsi mesi, abbiamo imparato che invece, a volte, lo spettacolo deve essere fermato. Molte produzioni di successo, tra cui il nuovo film di Dune, in questi mesi, sono state rinviate, o messe in pausa.
Ma questi scioperi non sono una novità, anzi. L’evoluzione tecnologica, fin dai tempi della TV via cavo
Tra le voci più famose della musica italiana c’è sicuramente Tiziano Ferro. La sua è una voce potente, arricchita da sfumature ora dolenti ora sognanti. Fin dagli esordi era chiaro che sarebbe andato lontano: era il tipico cantante che fa sognare orde di fan in delirio, dalle ragazzine alle loro mamme.
Ecco perché nel 2011, quando Ferro ha deciso di fare coming out, rivelando di essere gay, il passo è stato tutt’altro che indolore. La sua immagine pubblica e quella privata avevano iniziato a cozzare tra loro, logorandolo, anche perché le sue canzoni hanno sempre avuto testi molto personali e intimi. Essendo poi l’Italia un paese in cui l’omofobia è problematica, il muro che Ferro ha dovuto superare è stato ancora più alto.
La libertà di non doversi più nascondere nell’ombra ha dato nuova linfa alla carriera di Tiziano Ferro. La sua vita privata, invece, è tornata di pubblico dominio solo in poche occasioni. Nel 2019 c’è stato l’annuncio del suo matrimonio con Victor Allen, un americano che lavora nel mondo dello spettacolo. Nel 2022 i due sono diventati papà di una coppia di bambini, e le foto della famiglia felice hanno inondato i giornali.
L’ultima occasione è stata un post su Inst
Se l’Italia è famosa per il buon cibo e la cucina, Oscar Farinetti è tra gli imprenditori italiani che meglio hanno saputo capitalizzare questa fama. Farinetti è l’uomo dietro Eataly, una catena globale di punti vendita dedicata al cibo Made in Italy. “L’Italia da mangiare”: una formula semplice ma vincente.
Dal primo punto vendita, aperto nel 2007 a Torino, nell’arco di pochi anni, Eataly si è espansa nel resto del Paese, e poi nel mondo, dal Canada alla Corea. E quando un imprenditore ha successo, associando il proprio nome a un’idea che riesce persino a esportare, è facile che lo si elevi al rango di Re Mida. Ovvero di uomo in grado di trasformare in oro qualunque cosa tocchi. Questo è accaduto anche a Farinetti, coccolato da stampa e politica come una specie di guru.
Nel 2012, Farinetti ha un’altra idea: una “Disneyland del cibo”, da costruire a nord di Bologna, in Emilia-Romagna, in un’area fuori città allora deserta. Il progetto iniziale avrebbe dovuto essere più contenuto, legato all’educazione alimentare, ma Farinetti pensa in grande, e il clima dell’epoca gli è favorevole.
Prende vita un progetto faraonico: uno spazio grande come 14 campi da calcio che ospita tutta la filie
Lo scrittore di fantascienza Arthur Clarke, autore di 2001: Odissea nello spazio, sosteneva che “ogni tecnologia sufficientemente avanzata non è distinguibile dalla magia”.
Se pensiamo a com’era il mondo prima di Internet, o dell’invenzione dei telefoni cellulari, è facile capire il senso delle parole di Clarke.
In effetti, c’è qualcosa di magico nella notizia che arriva dal Policlinico di Bari, ospedale in cui ha sede la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università.
Lo scorso 19 settembre, come ogni giorno, nella sala operatoria si è accomodato sul lettino un paziente per farsi operare. Diversamente dal solito, però, il chirurgo che l’ha operato si è sistemato in un’altra sala, e da lì ha manovrato in tempo reale il laser che ha curato il problema alla cornea del paziente.
La magia è stata possibile grazie a una combinazione di tecnologia in 3D e rete 5G. Alla tecnologia blockchain invece è stato affidato il compito di proteggere i dati del paziente e la registrazione dell’intervento.
Menzione d’onore anche per il ruolo avuto dal paziente stesso, perché l’intervento non è stato fatto in anestesia totale. Quindi l’uomo, dal punto di vista psicologico, si è dovuto un po’ prestare