La voce ormai circola da mesi. A Raqqa, Damasco e Aleppo. A Kabul e nel Kurdistan iracheno. La via più semplice per raggiungere il territorio dell’Unione europea è quella che passa per la Bielorussia, repubblica ex-sovietica governata con pugno di ferro da Alexander Lukashenko, presidente-dittatore al potere dal ‘94 e riconfermato nel ruolo in una farsa elettorale nell’agosto del 2020.
I voli partono da Istanbul, Damasco, Baghdad. A volte, persino da Dubai. Per un compenso che ammonta a diverse migliaia di dollari, le agenzie di viaggio pensano a tutto. Visto turistico e volo di sola andata. Due notti d’albergo a Minsk, la capitale bielorussa. Ai loro clienti — siriani, iracheni e afgani, uniti nella speranza di poter cominciare una nuova vita in Europa — dicono che il resto del viaggio, da Minsk al confine polacco, sarà breve. Che attraversare la frontiera sarà facile, che la polizia chiuderà un occhio.
A Minsk, anche mediante Facebook e WhatsApp, i migranti entrano in contatto con i passeur che li condurranno al groviglio di filo spinato che separa la Bielorussia dall’Europa. Ed è in quel momento che il loro viaggio si arena in un limbo di nebbia, fame e freddo.
Perché non è affatt
Con milioni di follower sulle reti sociali — 13 milioni solo su Instagram —, qualunque cosa dica o faccia Fedez, rapper e marito della potentissima imprenditrice digitale Chiara Ferragni, non passa certo inosservata.
Ed è così che, il 10 novembre, il Corriere della Sera pubblicava una notizia che veniva poi commentata ovunque—giornali, reti sociali, programmi televisivi. Quella mattina, scriveva il Corriere, Fedez aveva registrato sul web un dominio con un titolo altisonante: fedezelezioni2023.it.
Un dominio che presenta un chiaro riferimento a quello che sarà, nel nostro paese, salvo sorprese, il prossimo appuntamento elettorale. Le politiche del 2023, le elezioni per il rinnovo del Parlamento. La mossa di Fedez, ci si chiedeva, era un primo passo verso una discesa nel campo della politica, o una semplice trovata pubblicitaria?
C’è da dire che gli indizi abbondano a favore di entrambe le interpretazioni. In linea con l’ipotesi che vorrebbe Fedez orientato a impegnarsi formalmente in politica, ci sono i numerosi interventi con cui, negli ultimi mesi, il rapper si è espresso su alcuni temi di pubblico rilievo. Il suo costante appoggio alle istanze della comunità LGBT+. Le sue numeros
Uno sfogo esasperato, una domanda retorica. “E anche oggi, come ogni mese, ho speso i miei 15 euro di assorbenti. Del resto, avere il ciclo è un lusso… è uno sfizio, come voler bere spumante, andare in vacanza, comprarsi le sigarette o un nuovo smartphone, no?” A scrivere queste parole, su Twitter, lo scorso 7 novembre, Francesca Michielin, una nota cantante e compositrice.
Un problema di cui si discute da tempo, quello della ‘tampon tax’. Ma questa volta, grazie alla popolarità dell’autrice del post, il dibattito si è davvero acceso sul web.
Come ha sottolineato Francesca Michielin con sarcasmo, i prodotti assorbenti per l’igiene femminile, pur essendo beni di prima necessità, vengono assurdamente tassati come se fossero dei prodotti voluttuari.
Da tempo, diversi attori sociali chiedevano una riduzione fiscale in quest’ambito. Quest’anno, finalmente, il governo ha riconosciuto l’iniquità del sistema attuale, spostando l’IVA che grava sugli assorbenti femminili dal 22% al 10%. La riforma, annunciata lo scorso 19 ottobre, rappresenta, naturalmente, un passo avanti. Un passo ancora insufficiente, però. Perché il governo non è andato fino in fondo, si sono chiesti in molti, fissando la
Niente da fare. I Måneskin sono ormai un prodotto italiano d’esportazione. Come il parmigiano, la mozzarella, o il prosecco. Dopo aver vinto il Festival di Sanremo lo scorso marzo e, poi, a fine maggio, l’edizione 2021 dell’Eurovision Song Contest, il quartetto romano non si è più fermato, collezionando concerti, servizi fotografici e l’adorazione di milioni di fan in tutto il mondo.
Dopo aver conquistato con la loro musica le capitali d’Europa, nei giorni scorsi hanno deliziato il pubblico statunitense. A New York hanno suonato sul mitico palco del Bowery Ballroom, al numero 6 di Delancey Street, uno spazio piccolo ma di gran classe. Poi, è stata la volta di Los Angeles, dove la band romana si è esibita con successo al Roxy Theatre, a West Hollywood. Ma l’apoteosi è arrivata sabato 6 novembre, a Las Vegas. Quel giorno, Damiano, Victoria, Ethan e Thomas sono saliti sul palco dell’Allegiant Stadium, come gruppo invitato, nell’ambito del No filter tour dei Rolling Stones.
Un appuntamento importante, e psicologicamente impegnativo per quattro ragazzi poco più che ventenni. Loro, però, non si sono fatti intimidire. Sul palco sono apparsi completamente a loro agio, energici e concentrati,
I suoi genitori lo volevano avvocato, o medico. Lui, invece, ha scelto di fare il fotografo. Non dev’essere stato facile, nella Sicilia degli anni Sessanta, ancora molto legata ai ruoli e alle gerarchie tradizionali, ribellarsi alla volontà della propria famiglia. Ma Ferdinando Scianna sentiva la necessità di seguire un cammino personale, dando forma alle sue passioni, al desiderio del suo cuore.
Nel 1961, si iscrive all’università, a Palermo, facoltà di Lettere e Filosofia. In quegli anni, conosce lo storico e critico d’arte Cesare Brandi ed Enzo Sellerio, fotografo, collezionista d’arte popolare e futuro fondatore, insieme alla moglie Elvira, della casa editrice Sellerio. Sarà grazie al contatto con Enzo Sellerio che Ferdinando conoscerà il lavoro del grande Henri Cartier-Bresson. Un amore a prima vista.
Nel ‘63, appena ventenne, Scianna presenta la sua prima mostra fotografica, una serie di scatti dedicati alle tradizioni e alle feste popolari della sua terra. Tra il pubblico della mostra, un giorno, c’è lo scrittore siciliano Leonardo Sciascia, spirito libero e brillante, che rimane profondamente colpito dal talento del giovane artista. Quell’incontro segnerà l’inizio di una bell