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16 January 2019

Episode #166

9 January 2019

Episode #165

2 January 2019

Episode #164

26 December 2018

Episode #163

19 December 2018

Episode #162

12 December 2018

Episode #161

5 December 2018

Episode #160

28 November 2018

Episode #159

21 November 2018

Episode #158

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Benvenuti a una nuova puntata del nostro programma, cari ascoltatori! Oggi è mercoledì 19 dicembre 2018. Io sono Chiara, nuovamente insieme a voi per commentare gli ultimi sviluppi dell’attualità italiana e globale. Cominciamo con una riflessione sulla libertà di stampa nell’Italia d’oggi.

Un nuovo attacco alla libertà di stampa

19 December 2018

Che il Movimento 5 Stelle e il suo leader Luigi Di Maio non sentano una grande simpatia per il mondo del giornalismo… è ormai cosa risaputa. Da tempo il vicepremier tuona contro il settore, colpevole —secondo lui— di criticare il governo in modo tendenzioso. Di Maio ha più volte accusato di faziosità persino due prestigiosi quotidiani come Repubblica e il Corriere della Sera.

Per questo, la bufera che si avvicina, sempre più minacciosa, contro il settore dell’editoria non dovrebbe sorprenderci. Lo scorso 12 settembre, Di Maio scriveva sul suo profilo Facebook: I giornali ormai ogni giorno inquinano il dibattito pubblico, e la cosa peggiore è che lo fanno grazie anche ai soldi della collettività. Nella legge di bilancio porteremo il taglio dei contributi pubblici. Questo non è giornalismo, è solo propaganda per difendere gli interessi di una ristretta élite che pensa di poter continuare a fare il bello e il cattivo tempo. Non sarà più così. Il nostro Paese ha bisogno di un'informazione libera e di editori puri, senza altri interessi che non siano quelli dei lettori.

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Nemmeno il primo ministro ungherese Viktor Orbán è un gran difensore della libertà di stampa. Una caratteristica che certo non passa inosservata. Ma, al momento, Orbán si trova a dover affrontare un problema ben più pressante, come vedremo

L’Ungheria scende in piazza contro il governo di Viktor Orbán

19 December 2018

Per anni ha detto loro che li avrebbe protetti. Che li avrebbe difesi dall’invasione dei migranti che arrivavano in Europa dall’Africa e dall’Asia, per terra e per mare. Migranti che, a sentire la retorica governativa, erano un costo sociale, una fonte di concorrenza sleale sul mercato del lavoro e, soprattutto, una minaccia per l’omogeneità etnica e culturale del paese. Così, anno dopo anno, il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha coltivato un invidiabile successo politico. Grazie agli ottimi risultati elettorali del suo partito —Fidesz—, Orbán è saldamente alla guida dell’Ungheria dal 20

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Ma non tutti i leader politici del mondo sono sotto accusa. C’è anche chi si gode un meritato applauso, come il presidente Sergio Mattarella…

Milano, lunga ovazione per il presidente Mattarella

19 December 2018

Un applauso lungo cinque minuti. Caloroso, sincero, commosso. È così che il Teatro alla Scala di Milano ha salutato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, venerdì 7 dicembre, alla prima di Attila, l’opera di Giuseppe Verdi che ha aperto la stagione lirica 2018-2019.

Provate a immaginare la scena: il pubblico in piedi —un tripudio di smoking, papillon e lussuosi abiti da sera—, ad applaudire per cinque minuti di fila. Un’eternità.

Il direttore d’orchestra Riccardo Chailly attende —in piedi, la bacchetta nella mano destra— che l’ovazione sfumi nel silenzio per volgersi verso i music

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Continuiamo a parlare di musica: andiamo nel ‘bosco dei violini’, sulle Dolomiti.

Quale futuro attende il ‘bosco dei violini’?

19 December 2018

La storia che vi sto per raccontare ci porta in Val di Fiemme, sulle Dolomiti della provincia di Trento. Lì, una volta, c’era il ‘bosco dei violini’. Un bosco magico, unico al mondo, fatto di alberi esili ed eleganti, dritti come colonne. Abeti rossi, alti fino a 40 metri. Alberi che per secoli hanno offerto il loro legno per la realizzazione del piano armonico di preziosi strumenti musicali. Violini, viole e violoncelli. Ma anche arpe, chitarre e casse armoniche per pianoforti e clavicembali.

C’è chi dice che il celebre liutaio Antonio Stradivari amasse venire personalmente in questo bosco, da

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Natale è alle porte. E per milioni di studenti italiani si avvicina lo spettro dei ‘compiti delle vacanze’…

Niente compiti a casa, è Natale!

19 December 2018

La dinamica è sempre la stessa. C’è chi difende energicamente i ‘compiti delle vacanze’, per il loro valore didattico ed educativo, e chi li critica, con altrettanta convinzione. Normalmente, la polemica scoppia a giugno, con l’avvicinarsi delle vacanze d’estate. Ma quest’anno, c’è una novità interessante: in attesa delle focose polemiche estive, qualcuno… ha pensato di avviare una specie di anteprima invernale. Così, tanto per fare un po’ di allenamento…

Quel qualcuno… è il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. Lunedì 10 dicembre, a Roma, durante un incontro nazionale dedicato ai ragazzi de

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