Le ragioni del silenzio europeo nel conflitto tra Madrid e Barcellona
Lo scorso martedì 3 ottobre, Ferran Adrià, chef catalano di fama mondiale, si trovava al Mercato Centrale di Valencia per partecipare ad un evento ufficiale nell’ambito della Settimana dell’Alimentazione e della Salute. Sebbene fosse lì per parlare di cibo e gastronomia, Adrià, com’era immaginabile, si è trovato a rispondere alle domande di molti giornalisti curiosi di conoscere quale fosse la sua opinione sull’attuale situazione politica in Catalogna. “Io mi sento europeo, credo nell’Europa, ma vedo che, in questo momento, l’Europa ci sta abbandonando”, ha detto Adrià, che ha invocato la mediazione dell’Unione europea come unica soluzione per uscire dall’impasse.
Premio Nobel per la Pace 2017, una scelta essenzialmente simbolica
“È un onore immenso”, ha detto Beatrice Fihn, la direttrice della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN), nell’accettare il premio Nobel per la Pace 2017.
A dire il vero, Beatrice —una solida carriera come attivista e due lauree, una in relazioni internazionali e una in legge— all’inizio non aveva voluto credere alle voci che avevano cominciato a diffondersi qualche minuto prima dell’annuncio ufficiale. Ma era tutto vero. Il Comitato norvegese che assegna il Nobel per la Pace, quest’anno, ha scelto di premiare l’ICAN, un’associazione che lotta per promuovere la piena implementazione del Trattato per la proibizione delle armi nucleari. E l’ha fatto “per il costante lavoro realizzato dall’organizzazione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle catastrofiche conseguenze umanitarie legate all’uso delle armi nucleari e il suo impegno per l’approvazione di un trattato volto a mettere al bando queste armi”.
Ovviamente, è facile immaginare le ragioni della scelta del Comitato norvegese. La crisi che vede oggi protagonista la Corea del Nord ha rievocato le cupe atmosfere della guerra fredda, portando le armi nucleari nuovamente alla ribalta delle cronache globali. Una s
Dopo l’approvazione al Senato, la legge per salvare i borghi d’Italia dal declino diventa realtà
Piccoli paesi dall’aspetto incantato. Luoghi della memoria, sospesi nel tempo. Grappoli di case medievali arrampicate su colline verdeggianti. Borghi d’epoca rinascimentale affacciati sulle onde blu del Mediterraneo. Immagini ricche di storia e di poesia. Immagini ‘da cartolina’.
Ed è proprio questo il problema dei borghi d’Italia. Il fatto che ormai fanno notizia solo per le loro qualità estetiche. Per la loro bellezza immobile. Da tempo, infatti, gli antichi borghi italiani, tagliati fuori dall’evoluzione economico-sociale e dal pulsare della vita quotidiana, sembrano destinati, inesorabilmente, a un futuro di declino, spopolamento e oblio. Un fenomeno che, per la verità, non riguarda soltanto l’Italia, ma l’Europa in generale, e che molti ritengono ormai irreversibile. Ma è davvero così? Davvero non si può fare nulla per invertire questa desolante tendenza?
È questa, immagino, la domanda alla quale ha voluto rispondere un nuovo progetto legislativo che, dopo essere stato approvato alla Camera nel settembre 2016, lo scorso 21 settembre ha superato anche lo scoglio del Senato, diventando, finalmente realtà.
Complessivamente, la nuova legge —che, come vi dicevo, mira a iniettare nuo
Trieste, Barcolana 2017 in vetta alle classifiche mondiali
Domenica 8 ottobre il Golfo di Trieste ha ospitato la regata Barcolana, uno degli eventi più importanti del panorama velico internazionale. Un evento che si svolge ogni anno nella seconda domenica d’ottobre e che per gli amanti della vela —che siano professionisti, velisti amatoriali o semplici spettatori— è ormai diventato un appuntamento mitico, irrinunciabile. Quest’anno, di fatto, la manifestazione ha festeggiato gioiosamente il suo 49esimo compleanno, con un’edizione che ha battuto ogni record storico di presenze. Un’edizione da Guinness dei primati. Letteralmente. Pensate, quest’anno le barche iscritte sono state 2101. Un numero che proietta la Barcolana in vetta alla classifica delle regate più affollate al mondo.
Il segreto del successo della Barcolana, a mio avviso, è tutto qui: nello spirito aperto, genuinamente democratico e interclassista che la anima. Ogni anno, infatti, nella nuvola bianca di barche che si assiepano sulla linea di partenza si possono vedere insieme, fianco a fianco, modeste barchette lunghe appena qualche metro e lussuosi yacht capaci di completare in poco più di un’ora il percorso che collega il Castello di Miramare a Piazza Unità d’Italia, il traguar
Referendum in Veneto e Lombardia, tra spinte autonomiste e scontri di potere
Domenica 22 ottobre, i cittadini del Veneto e della Lombardia, due ricche e popolose regioni dell’Italia del Nord, saranno chiamati a partecipare ad un referendum consultivo sul tema dell’autonomia. A differenza del referendum indipendentista che ha acceso di passione politica la Catalogna in queste ultime settimane, quello delle due regioni italiane sarà un referendum legale, previsto nell’ambito della Costituzione e realizzato con il beneplacito dello Stato. L’obiettivo delle consultazioni sarà quello di chiedere il trasferimento di maggiori competenze amministrative —e quindi di maggiori fondi— dal livello di governo centrale a quello locale. Essendo un referendum consultivo, comunque, l’esito del voto non sarà vincolante.
In altre parole, con questo referendum i lombardi e i veneti potranno dire se vogliono che la loro giunta regionale invochi il terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione, un’ipotesi che consente alle regioni con un bilancio in equilibrio di chiedere allo Stato di affidare loro una gamma più ampia di competenze rispetto alle regioni a statuto ordinario. Le eventuali modifiche, concordate con il governo centrale, andrebbero poi presentate in Parlamento con