Uno studio sperimentale sui topi fa intravedere una svolta nella lotta contro la demenza senile
Un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori della Duke University, pubblicato lo scorso 15 aprile sulla rivista Journal of Neuroscience, potrebbe aprire la strada a una nuova serie di soluzioni terapeutiche contro la demenza senile. La ricerca indica che, nei casi in cui insorge la malattia di Alzheimer, le cellule immunitarie che normalmente proteggono il cervello iniziano a consumare in modo anomalo un importante aminoacido, conosciuto con il nome di arginina.
Per condurre lo studio i ricercatori hanno utilizzato una varietà di topi geneticamente modificati, il cui sistema immunitario è molto simile a quello di un essere umano. Durante gli esperimenti è stata utilizzata una sostanza chimica capace di bloccare l’azione degli enzimi che scompongono l’arginina. I topi coinvolti nei contesti sperimentali presentavano le caratteristiche normalmente associate con la demenza senile in numero limitato e ottenevano migliori risultati nei test mnemonici.
I risultati raccolti sembrano corroborare la tesi secondo la quale il sistema immunitario, che protegge il corpo dagli invasori esterni, svolge un ruolo chiave nello sviluppo della malattia di Alzheimer. La nuova ricerca individua