I repubblicani insistono sul fatto che gli immigrati portano il crimine negli Stati Uniti
Giovedì scorso, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha tenuto il suo discorso annuale sullo Stato dell'Unione. Durante il suo intervento, alcuni repubblicani gli hanno chiesto cosa pensasse del caso di Laken Riley. Riley era una studentessa di 22 anni uccisa il mese scorso, presumibilmente da un venezuelano che, secondo i funzionari, si trovava illegalmente negli Stati Uniti.
Il nome di Riley è stato tirato in ballo anche durante la confutazione dei repubblicani, che hanno ribadito la loro convinzione secondo cui, gli immigrati che arrivano negli Stati Uniti illegalmente, commettono un numero sproporzionato di crimini. Si tratta, ovviamente, delle solite illazioni che esistono da sempre. Recentemente sono riemerse nelle affermazioni al vetriolo di Donald Trump, secondo cui gli immigrati sono criminali che avvelenano il sangue del Paese.
Tuttavia, la ricerca dimostra che gli immigrati commettono meno crimini rispetto ai nati negli Stati Uniti. Uno studio dell'Università di Stanford ha rilevato che dagli anni '60 gli immigrati hanno il 60% in meno di probabilità di essere incarcerati rispetto ai nati negli Stati Uniti. Uno studio del 2019 condotto dal CATO Institute, un think tan