Italia in salita nella classifica sulla corruzione di Transparency International
24 February 2022
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| Mario: | Tra le notizie più discusse dai giornali nelle ultime settimane, ce n’è una che ha attirato la mia attenzione. Nel mese di gennaio, l’organizzazione internazionale non governativa Transparency International ha pubblicato il suo ultimo rapporto sul tema spinoso della corruzione nel settore pubblico e nella politica a livello globale. Adesso drizza le orecchie, perché ci sono buone notizie per l’Italia! Transparency International è stata fondata a Berlino negli anni Novanta del secolo scorso. Ogni anno, stila una lista comparativa del livello di corruzione percepita in molti Paesi nel mondo, utilizzando strumenti di analisi e sondaggi rivolti ad esperti del settore. Nel suo ranking, l’Ong assegna una valutazione che va da zero, per i Paesi considerati molto corrotti, fino ad arrivare a cento, per quelli più virtuosi. Per quanto riguarda la classifica del 2021, l’Italia si è piazzata al 56esimo posto, su un totale di circa 180 Paesi. |
| Carmen: | E questa per te sarebbe una buona notizia? Non so se ci hai fatto caso, ma la vetta dista di ben 44 posizioni. Ciò, per me, vuol dire che in termini di corruzione l’Italia non sta messa tanto bene... |
| Mario: | È vero! Pensa che la media dei Paesi dell’Europa occidentale è di 66 punti. Tieni conto, però, che nessuno ha ottenuto il punteggio massimo di cento. La valutazione più alta è 88 ed è stata conferita contemporaneamente a Danimarca, Finlandia e Nuova Zelanda. Seguono a ruota Norvegia, Singapore e Svezia. In fondo alla classifica, ci sono invece Sud Sudan, Siria e Somalia. |