L’esplosione di un deposito militare ceco è collegata ad altre operazioni di spionaggio russe
Domenica, Mosca ha espulso 20 diplomatici cechi, dopo che Praga aveva accusato la Russia di essere responsabile dell’esplosione di un deposito di munizioni ceco, nel 2014. Sabato, la Repubblica Ceca aveva ordinato l’espulsione di 18 diplomatici russi, accusandoli di spionaggio. Se Praga, però, aveva dato 72 ore ai diplomatici russi, per lasciare il Paese, Mosca ne ha concesse solo 24 ai cechi.
Le indagini, effettuate dalla polizia ceca, hanno identificato come responsabili dell’esplosione del magazzino gli stessi due agenti dell’intelligence militare russa, accusati di aver avvelenato la famiglia Skripal a Salisbury, nel Regno Unito, nel 2018. Questi agenti appartengono alla stessa unità di intelligence militare, accusata anche del fallito colpo di stato in Montenegro e dell’ingerenza nelle elezioni americane del 2016.
La scorsa settimana, Mosca ha espulso 10 diplomatici americani, in risposta alle nuove sanzioni economiche, imposte dagli USA. Lunedì, i ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno tenuto un vertice, per discutere la strategia da adottare nei confronti della Russia per il dispiegamento delle truppe al confine con l’Ucraina, i problemi di salute di Alexei Navalny,