Alcuni governatori giapponesi emanano “richieste di isolamento domiciliare” subito dopo il rinvio dei Giochi olimpici di Tokyo
I governatori di Tokyo e della vicina Kanagawa hanno emanato una richiesta “di stare a casa”, per scoraggiare i propri cittadini dal partecipare alle tradizionali feste, per ammirare l’annuale fioritura dei ciliegi, che si tengono nei parchi e in altri luoghi in questo momento dell’anno. Queste indicazioni sono seguite alla decisione di posporre i Giochi olimpici di Tokyo 2020 all’estate del 2021.
Questo ha indotto gli osservatori a ipotizzare che il Giappone abbia ritardato pericolosamente l’introduzione di misure importanti per la tutela della propria popolazione, nella fuorviante speranza di poter rispettare il calendario originale delle Olimpiadi. L’ex Primo ministro, Yukio Hatoyama, ha criticato il governo, sostenendo che il numero dei casi dichiarati di coronavirus è stato deliberatamente sminuito. Ha accusato il governatore di Tokyo, Koike, di aver posto “le Olimpiadi al primo posto, invece della salute delle persone”.
Sino al 31 marzo con 1953 casi di contagio confermati e 54 decessi, il Giappone, a differenza di altri paesi, è riuscito a evitare focolai di una certa importanza e, per questo, si è dimostrato riluttante a mettere il Paese in isolamento, nonostante le scuole si