Secondo la Svizzera il caffè non è essenziale alla vita
La scorsa settimana il governo svizzero ha dichiarato di voler abolire il piano di stoccaggio del caffè, da usare in caso di emergenze nazionali, perché non è un bene di prima necessità e non è essenziale per la sopravvivenza. Il Paese ha accumulato scorte di caffè per decenni insieme a quelle di zucchero, riso e altri alimenti di base.
In una nota il governo ha spiegato che il caffè “non è essenziale alla vita” e che non avendo quasi nessuna caloria “dal punto di vista fisiologico non ha vantaggi nutrizionali”. In base al piano governativo, entro il 2022 terminerebbe l’obbligo di fare scorte di caffè. Da quel momento in poi, le 15 compagnie obbligate a conservare scorte di caffè potranno attingere dalle loro riserve d’emergenza.
L’organizzazione che supervisiona il piano di stoccaggio svizzero ha chiesto al governo di riconsiderare la sua posizione, dichiarando che “non si rende giustizia al caffè se si considerano le calorie come il criterio principale per definire un alimento di base necessario”. La decisione finale sull’eliminazione delle scorte sarà presa a novembre.