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Venezia celebra Willem de Kooning

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Venezia celebra Willem de Kooning
Public Domain, Link
Nel 1959, il pittore olandese, naturalizzato americano, Willem de Kooning, genio dell’action painting, si trovava in Italia. Un viaggio fruttuoso, che l’avrebbe portato a conoscere Roma. E poi Napoli, Pompei, Amalfi e l’isola di Capri.

Un viaggio ricco di stimoli. De Kooning ebbe modo di contemplare l’arte italiana — la barocca, la rinascimentale, gli affreschi antichi — e di conoscere alcuni dei più famosi artisti locali dell’epoca, protagonisti di una ricerca estetica in sintonia con la sua. Come Alberto Burri e Toti Scialoja. O come Afro Basaldella, nel cui studio realizzò il ciclo Black and White Rome.

Con la sua storia, e con l’edonismo del miracolo economico postbellico, l’Italia lo affascina profondamente. Tanto che, dieci anni dopo, nell’estate del 1969, de Kooning ripete l’esperienza.

Quei due viaggi sono oggi il centro della mostra Willem de Kooning e l’Italia, allestita nelle sale delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, nel sestiere di Dorsoduro.

L’esposizione, inaugurata lo scorso 17 aprile e visitabile fino al 15 settembre, coincide in parte con la 60° Biennale Internazionale d'Arte di Venezia e analizza il duraturo impatto dell’esperienza italiana sul lavoro dell’arti

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