L’esempio di Anna Politkovskaja
14 October 2026
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Sabato 7 ottobre 2006, le quattro e mezza del pomeriggio. Dmitri, un vicino, entra con i figli nel palazzo nel centro di Mosca in cui viveva la giornalista Anna Politkovskaja. Sarà lui il primo testimone della tragedia.
Appena qualche minuto prima, intorno alle quattro, Anna era rientrata a casa dopo aver fatto la spesa, gli ultimi gesti registrati dalle telecamere di sicurezza. Aveva portato un primo carico di borse nel suo appartamento e stava scendendo, nuovamente, con l’ascensore per recuperare le altre borse rimaste nel bagagliaio dell’automobile.
“Anna era una persona meravigliosa”. Intervistato dall’emittente pubblica spagnola RTVE, Dmitri la ricorda con ammirazione e affetto, con il dolore ancora dipinto sul volto.
Nel momento in cui venne uccisa, Politkovskaja era una delle voci più critiche contro Vladimir Putin e le atrocità commesse dall’esercito russo per soffocare nel sangue il desiderio d’indipendenza della Cecenia. Nota per i reportage d’inchiesta con cui denunciava sequestri, torture e altr