In politica, nessuno è indispensabile
13 July 2022
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E così l’insofferenza è andata crescendo tra le file del Partito Conservatore. Giorno dopo giorno.
Martedì 5 luglio, in serata, le prime avvisaglie di quella che diventerà poi una valanga di dimissioni. Il giorno dopo, lasciano il governo due figure di grande rilievo—il ministro dell’Economia e quello della Salute. Col passare delle ore le dimissioni, tra ministri e altri esponenti del governo, saranno più di 50.
Ufficialmente, le ragioni della ribellione sono di natura etica. Ma il sottotesto è chiaro: tra le file dei tories sono in molti, ormai, a vedere Johnson come una palla al piede, una figura dannosa per l’immagine del partito.
Come ha ricordato il giornalista