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Giuseppe Conte, l’evoluzione di un equilibrista

12 August 2020
Giuseppe Conte, l’evoluzione di un equilibrista
Alexandros Michailidis / Shutterstock.com
Il 31 maggio 2018, quando, dopo un lungo stallo istituzionale, ricevette dal presidente della Repubblica l’incarico di formare un nuovo governo, nessuno avrebbe scommesso un soldo su di lui. Nemmeno i due leader politici che l’avevano proposto per l’incarico. Anzi, era proprio per questo che l’avevano scelto. All’epoca, Giuseppe Conte, un avvocato civilista cinquantenne dall’aspetto mite e un po’ disorientato, era, per gli italiani, un perfetto sconosciuto. Anonimo e politicamente neutro. Un grigio punto interrogativo.

Quasi tre mesi prima, domenica 4 marzo, in Italia si erano celebrate le elezioni per il rinnovo dei due rami del Parlamento. Con la violenza di un uragano, la consultazione elettorale aveva offuscato i partiti tradizionali, segnando il trionfo di due forze populiste. Da una parte, c’era il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio, una formazione ‘post-ideologica’ che aveva conquistato il 32% dei voti. Dall’altra, la Lega di Matteo Salvini, promotrice di un messaggio euroscettico e anti-immigrazione, con il 17% delle preferenze elettorali.

Una situazione inedita, estremamente complessa…

Passano le settimane, e dopo una serie di trattative e giravolte varie, Di Maio e Salvini

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