Il colmo dell’ipocrisia
4 December 2019
Nel contesto dell’immane crisi bellica e umanitaria che da anni affligge la Siria, vediamo
diversi attori in campo. Due, in particolare,
oltremodo attivi: la Russia di Vladimir Putin e la Turchia di Recep Tayyip Erdoğan. L’Europa, invece, appare passiva, politicamente divisa,
spaventata e
ricattabile.
Non dimentichiamo infatti che, nel marzo del 2016, il governo di Erdoğan
firmò un accordo con Bruxelles, impegnandosi a contenere i flussi migratori della ‘rotta egeo-balcanica’ in cambio di sostanziosi aiuti economici e concessioni di vario tipo.
Tuttavia, c’è un settore nel quale l’Europa appare
tutt’altro che passiva: quello del commercio bellico. Un business inossidabile, quello delle armi. A prova di crisi economica. Un business opaco, fatto di
strette di mano, e
firme su documenti riservati.
Fabbriche e campi di battaglia. Esplosioni. Lutti, lacrime e frasi di circostanza. E soprattut