L’assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms
1 January 2025
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Lo scorso 20 dicembre, verso sera, a tirare il sospiro di sollievo è stato un imputato d’eccezione, Matteo Salvini. Proprio lui: il leader della Lega, nonché attuale ministro delle Infrastrutture del governo Meloni. “Il fatto non sussiste”, si è sentito dire mentre era seduto al banco degli imputati. Dopo il sollievo e l’esultanza, Salvini ha abbracciato la fidanzata in lacrime, ha ringraziato la sua legale, l’avvocata Giulia Bongiorno, anche lei commossa, e ha stretto i pugni in segno di vittoria.
Salvini era imputato per due reati gravi: sequestro di persona e abuso in atti d’ufficio. I fatti contestati risalivano al 2019, quando era ministro dell’Interno del governo Conte. Nell’estate di quell’anno, Salvini impedì per 19 giorni lo sbarco di 147 migranti soccorsi in mare dalla nave umanitaria spagnola Open Arms.
Per l’accusa, Salvini avrebbe abusato dei suoi poteri di ministro e agito contro l’obbligo di salvare vite. Comportamenti per i quali erano stati chiesti sei anni di carcere. Per la difesa, invece, Salvi