L’Italia non vuole che Patrick Zaki diventi un altro caso Regeni
19 February 2020
Stefano Guidi / Shutterstock.com
Egyptian Initiative for Personal Rights (EIPR), un’organizzazione egiziana per i diritti umani, con la quale lo studente egiziano collabora, ha dato per prima la notizia, pubblicando un articolo sulla propria pagina il giorno dopo la cattura.
Stando al racconto fornito dall’ong, il giovane attivista, che da agosto 2019 frequentava un master internazionale in Studi di genere all’Università di Bologna, era tornato in Egitto per trascorrere qualche giorno in compagnia dei suoi genitori, che vivono nella città di Mansoura.
Gli avvocati dello studente egiziano hanno dichiarato che Zaki, una volta atterrato, sarebbe stato arrestato dalle autorità egiziane in esecuzione di un mandato di cattura, emesso dalla procura generale lo scorso settembre, di cui il giovane sarebbe stato all’oscuro.
Zaki è accusato di aver diffuso notizie false per disturbare la pace sociale e seminare caos, di aver incitato la protesta e sostenuto la destituzione del governo egiziano, di aver usato i social network, per minare l’ordine s