Noura, la bambina del Sudan vittima di violenze e condannata a morte
Noura oggi ha 19 anni ma la sua storia inizia nel 2012, quando all’età di 13 anni fu obbligata dalla famiglia a sposare, con una cerimonia religiosa, un cugino di terzo grado che aveva il doppio dei suoi anni.
Come ha raccontato un articolo sul quotidiano La Repubblica venerdì 12 maggio, Noura si era opposta a quel matrimonio forzato sin dall’inizio. Infatti, pochi giorni dopo la celebrazione, la giovane era fuggita, trovando protezione e rifugio a casa di una zia.
Dopo due anni vissuti lontano dalla famiglia, Noura aveva deciso di far ritorno a casa, non immaginando che il padre l’avrebbe costretta a sottoscrivere con il consorte anche il matrimonio legale, che prevede, secondo la legge del Sudan, la pratica sessuale.
I due si sono sposati nel maggio del 2017 e in seguito sono partiti per la luna di miele nella capitale Khartum dove ancora una volta, Noura si è ribellata alle avances del marito. Quest’ultimo, umiliato dall’ennesimo rifiuto, l’ha violentata alla presenza di tre suoi fam