Le statue nella vita quotidiana degli italiani, storia di una passione ricca di poesia
17 January 2018
“Non avevo mai avuto una fascinazione per le statue… fino a quando non sono venuta in Italia”, mi scriveva da Firenze, qualche settimana fa, Eun-kyeong, una ragazza coreana che ho conosciuto a Buenos Aires anni fa, e con la quale sono rimasta in contatto. Appassionata di fotografia, poliglotta e grande viaggiatrice, Carmen --così si fa chiamare dagli amici occidentali, incapaci di pronunciare correttamente il suo nome-- la scorsa estate ha lasciato un prestigioso impiego nella pubblica amministrazione del suo paese per dedicarsi a viaggiare ed esplorare il mondo in libertà. Ha passato gli ultimi mesi tra l’Europa e l’Africa. Marocco, Spagna, Francia, Germania e, appunto, l’Italia, dove ha imparato ad apprezzare la cucina mediterranea, l’arte rinascimentale e… un’infinità di statue.Le parole di Eun-kyeong, alias Carmen, mi sono tornate in mente qualche giorno fa, mentre leggevo un articolo pubblicato lo scorso 5 gennaio su Ignant, una rivista che si occupa di arte, architettura e design, moda e viaggi. L’articolo, corredato di splendide immagini, era dedicato alla nuova passione del fotografo di moda milanese Stefan Giftthaler: le statue. Una passione sbocciata improvvisamente la sc