Cina: Muore Liu Xiaobo, storico simbolo della lotta per le riforme politiche
19 July 2017
La stampa cinese ha diffuso la notizia nella notte di giovedì 13 luglio con un comunicato dal tono asettico: “Liu Xiaobo è morto per un cancro al fegato all’età di 61 anni”. Poche scarne parole. Quasi a voler ostentare indifferenza. Eppure, Liu Xiaobo era il più celebre prigioniero politico del paese. Nel 2010 aveva ricevuto il Premio Nobel per la Pace “per il suo impegno non violento a tutela dei diritti umani in Cina”. Un riconoscimento che il governo di Pechino ha sempre considerato come una provocazione, un’indebita intromissione della comunità internazionale nei suoi affari interni. Nel 2010, infatti, Liu Xiaobo si trovava in carcere con l’accusa di aver svolto “attività tese a sovvertire il potere dello Stato”.
La sua colpa? Aver scritto, due anni prima, Charter 08, un manifesto nel quale invocava una serie di riforme volte alla democratizzazione del sistema politico cinese. Un documento — pubblicato online e sottoscritto da oltre 300 intellettuali e attivisti per i diritti umani — che gli era costato una condanna a 11 anni di reclusione.
Ma l’impegno politico di Liu Xiaobo risaliva a molti anni prima. Nella primavera del 1989, Liu era visiting scholar alla Columb